Spunta il nuovo bonus bancomat Prenderà il posto del Cashback

21 Agosto 2021

PESCARA. Addio Cashback, arriva il bonus bancomat. Introdotto dal governo Conte e poi eliminato da Draghi, la cui seconda tranche è in pagamento proprio in questi giorni, il Cashback va in soffitta...

PESCARA. Addio Cashback, arriva il bonus bancomat. Introdotto dal governo Conte e poi eliminato da Draghi, la cui seconda tranche è in pagamento proprio in questi giorni, il Cashback va in soffitta lasciando posto al bonus bancomat. L’obiettivo del governo è favorire l’utilizzo di metodi di pagamento elettronici, come carte di credito e bancomat, per ridurre la circolazione di contante e contrastare l’evasione fiscale.
LE DIFFERENZE. Non si tratta, in realtà, di due bonus realmente confrontabili, perché mentre il Cashback si rivolgeva a tutti, il bonus bancomat, o pos, si rivolge solo ai commercianti.
COSA PREVEDE. Un aumento del credito d’imposta sulle commissioni, un nuovo bonus pos, fino a 160 euro o 320 euro. Il primo aspetto riguarda l’aumento al 100 per cento del credito d’imposta riconosciuto agli esercenti di attività di impresa, arte o professione, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali, e che adottano strumenti di pagamento elettronico. In pratica, viene portato dal 30 al 100 per cento il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti per le commissioni addebitate in caso di pagamento con bancomat, carte di credito, prepagate e altri strumenti di pagamento tracciabili. Il secondo aspetto riguarda il riconoscimento di un credito d’imposta agli esercenti di attività di impresa, arte o professione che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali e che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano pos, cioè strumenti che consentono forme di pagamento elettronico collegati agli strumenti di pagamento evoluto.
L’IMPORTO. Il credito d’imposta per l’acquisto, noleggio o utilizzo dei pos è riconosciuto nel limite massimo di 160 euro per soggetto, con queste soglie: 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente non siano superiori a 200 mila euro; 40 per cento per i soggetti i cui ricavi siano superiori a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro; 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.
A CHI SPETTA. Il credito d’imposta può salire fino a 320 euro per chi si dota di strumenti di pagamento elettronico, che consentono anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi. L’importo è così strutturato: credito d’imposta al 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi, relativi al periodo d’imposta precedente, siano di ammontare non superiore a 200 mila euro; 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi, relativi al periodo d’imposta precedente, siano di ammontare superiore a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro; 40 per cento per chi matura ricavi e compensi di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.
COME OTTENERLO. Entrambi i crediti d’imposta non concorrono alla formazione del reddito e potranno essere utilizzati esclusivamente in compensazione dopo il sostenimento della spesa.
Diversamente dal Cashback, dunque, per il bonus bancomat non serve alcuna domanda da inoltrare né alcuna procedura da seguire per farne richiesta. Gli esercenti potranno semplicemente richiedere il credito di imposta in fase di dichiarazione dei redditi. Bisognerà solo inviare all’Agenzia delle entrate i documenti relativi alle spese di utilizzo, acquisto o noleggio del pos.
(m.d.n.)