Spunta un cavillo giudiziario: Ballone potrebbe tornare libero

In carcere per gli affari di droga con la ’ndrangheta, il 61enne potrebbe lasciare il San Donato tra un mese Il procedimento aperto a Napoli trasferito per competenza a Reggio Calabria ma i termini sono in scadenza
PESCARA. Massimo Ballone, il bandito romantico finito in carcere per presunti affari di droga con i clan della ’ndrangheta, potrebbe lasciare il carcere di San Donato, a Pescara, e tornare libero. Potrebbe accadere tra un mese, per colpa (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) di un cavillo giudiziario. E adesso gli avvocati difensori di Ballone, Carlo Di Mascio e Alessandro Buccieri, sono pronti a chiedere la scarcerazione di un personaggio simbolo della malavita abruzzese. Ballone è in carcere da quasi un anno per due inchieste fotocopia, la prima è della Dda di Napoli con l’arresto scattato il 16 novembre scorso insieme ad altre 27 persone e la seconda è della Dda di Reggio Calabria e ha portato a un arresto bis il 3 maggio con altri 107 indagati: un incrocio di date potrebbe spalancare le porte del carcere a Ballone.
CURRICULUM CRIMINALE Ballone, 61 anni, ha un curriculum criminale in cui spiccano rapine, assalti ai portavalori e tre evasioni dal carcere: la storia dell’ex capo della Banda Battestini racconta l’evoluzione della criminalità pescarese, dagli anni ’80 di paura e sangue fino all’ultima sfida, quella di stringere accordi con i boss per lo spaccio di cocaina. Ma la storia di Ballone racconta anche di una redenzione tentata: in carcere, si è laureato in Scienze dell’educazione all’università dell’Aquila e ha scritto un romanzo, “Al di sotto del cuore”, manifesto di un criminale di provincia che brama una vita nel lusso ad ogni costo ma senza l’intenzione di uccidere.
SVOLTA IN UDIENZA Secondo l’accusa, a Pescara, Ballone avrebbe «detenuto, trasportato e venduto» almeno quasi venti chili di cocaina tra il 2020 e il 2022 aggirando anche le restrizioni del lockdown: affari stimati in circa 400mila euro, più altre due cessioni «a un prezzo non accertato». Ieri, durante l’udienza preliminare sull’inchiesta napoletana, la prima, il giudice Maria Luisa Miranda si è dichiarato incompatibile e ha trasferito gli atti a Reggio Calabria, sede della seconda indagine, con l’effetto di riunire i procedimenti. Ma in questo passaggio si cela il cavillo che gli avvocati di Ballone vogliono sfruttare per giungere alla scarcerazione: con l’unione dei due casi giudiziari, i termini della custodia cautelare si calcolerebbero a partire dal primo arresto, cioè il 16 novembre. E se la custodia in carcere è prevista al massimo per un anno, questo è il ragionamento della difesa, allora tra un mese Ballone potrebbe tornare libero.
CHAT E ACCUSE A tradire Ballone sono state le chat criptate: quei messaggi considerati inviolabili scambiati con Giuseppe Mammoliti di Bovalino, considerato uno dei capi della ’ndrangheta, sono finiti nelle mani di finanzieri, poliziotti e carabinieri capaci di insinuarsi in Encro-Chat e Sky-Ecc, sistemi quasi impossibili da intercettare. Ballone deve rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti: un’attività redditizia, dicono le carte dell’indagine: 5 chili di cocaina venivano piazzati a 147mila euro; tre chili a 112mila; due a 62.500.

