Stabilimenti in ginocchio, danni ingenti

24 Gennaio 2017

Sib-Confcommercio calcola tra i 30 e i 40 mila euro per ogni struttura coinvolta. I balneatori chiedono interventi ora

FRANCAVILLA. Dopo le violente mareggiate che la settimana scorsa hanno colpito il litorale di Francavilla al Mare, adesso, visto l'arretramento del mare, è tempo di stilare il bilancio dei danni subiti, sia dalla spiaggia che dai gestori degli stabilimenti balneari.

I circa 4 giorni nei quali l'impeto del mare ha divorato l'arenile in più punti, arrivando a colpire e danneggiare diverse strutture, lasciano una lunga scìa di danneggiamenti e problemi che andranno affrontati e risolti al più presto per evitare di compromettere la prossima stagione estiva. I punti più colpiti della città sono quelli in zona Pretaro, al confine con Pescara, ma anche nei pressi del monumento ai Caduti e alla Sirena, così come nella zona del Foro.

I DANNI IN CIFRE. I balneatori, che già nell'estate del 2016 hanno registrato un calo dei fatturati pari a circa il 45% rispetto all'anno precedente, temono che tra sei mesi quei numeri possano addirittura peggiorare. I danni attuali, sia diretti che indiretti, vengono stimati da Riccardo Padovano del Sib-Confcommercio in circa 30-40 mila euro per ogni concessionario coinvolto dalle mareggiate.

GLI SCOGLI Già ieri alcuni gestori hanno provveduto a proprie spese a chiamare le ruspe per posizionare rocce e scogli sulla battigia allo scopo di scongiurare il rischio che nuove mareggiate possano compromettere ulteriormente gli stabilimenti. Ma i balneatori sanno che questi interventi effettuati singolarmente rappresentano solo dei palliativi e non la soluzione del problema. Per questa ragione tornano a chiedere con forza che Comune e Regione si facciano carico di prevedere sia un piano per affrontare l'attuale emergenza sia un programma a medio termine in grado di salvaguardare il litorale. «Diversi stabilimenti hanno subito danni», conferma Mauro Cioffi, gestore del Lido Bianco, «si sono rotti i basamenti delle cabine, sono andate distrutte diverse scalette e alcune strutture si sono dissestate perché non c'è più la sabbia al di sotto. Io già so che toglierò due file di ombrelloni, perderò 40 posti e cercherò di stare lontano dall'acqua. È una tristezza vedere quello che è accaduto, dovrebbe portare qualcuno a porre rimedio».

STAGIONE A RISCHIO «Sono curioso di sapere come verrà approcciata la prossima estate, magari butteranno la sabbia sulle rocce», continua Cioffi, «ma poi alla prima mareggiata tutto riemergerà. Quello che diciamo oggi se non verranno fatti interventi,», aggiunge, «lo potremo riproporre uguale il prossimo anno. Anche a marzo e ad aprile ci sono di solito mareggiate, ma gli unici interventi vengono fatti quando a essere minacciate sono abitazioni civili o opere pubbliche. Stiamo aspettando che si risolvano le altre emergenze, ma siamo pronti ad affrontare con l'amministrazione comunale questo problema».

RIFIUTI SULLA SPIAGGIA Sul litorale è anche enorme la quantità di rifiuti che il mare ha lasciato dopo essersi ritirato: cumuli di foglie secche, rami, tronchi, bottigliette di plastica, lattine e anche secchi, tanto che in alcuni punti non si vede più il colore della spiaggia ma il marrone di questi cumuli. Tra gli stabilimenti L'Approdo e Nautilus e è anche emerso il collettore delle acque reflue che ora scarica direttamente sulla spiaggia. La conduttura è ora visibile perché il piano della spiaggia è sceso di oltre un metro rispetto al livello precedente alle mareggiate. Su cento metri lineari di spiaggia sono almeno 3500-4000 i metri cubi di sabbia erosa. La forza del mare è stata quasi capace di trascinare con sé i cubi di cemento armato usati come basamenti.

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