Stadi e palazzetti, tifosi da giugno

Slitta il ritorno del pubblico sugli spalti: massimo mille all’aperto, 500 al chiuso
ROMA. Doccia fredda per il campionato di serie A di calcio e di A di basket: nella bozza del nuovo decreto legge slittano di un mese le riaperture, inizialmente previste dal primo maggio, anche se l’ufficio sport e la sottosegretaria Vezzali sperano ancora di poter bloccare il rinvio, o quantomeno avere l’ok per la partecipazione del pubblico agli Internazionali di tennis e alla finale di Coppa Italia di calcio tra Juventus e Atalanta. Nella bozza, infatti, al comma 3 dell’articolo 6 si dice che «in relazione a specifici eventi o competizioni può essere stabilito, di concerto col ministro della Salute, una data diversa rispetto a quella del primo giugno». A decorrere dal 1° giugno 2021, quindi, in zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, gli eventi e le competizioni sportive, di cui al presente comma, si svolgono senza la presenza di pubblico. Questo significa che la serie A di calcio chiuderebbe a porte chiuse, mentre il basket di A e A2 saranno nel pieno del play off e quindi potranno avere 500 spettatori nelle fasi finali che assegneranno lo scudetto e la promozione nella massima serie. Ovviamente i 1.000 spettatori per gli stadi non varrebbero per l’Europeo di calcio, c’è infatti nella bozza una finestra per una deroga (nel rispetto dei principi fissati dal Cts sulla base di linee guida idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio).

