Stadio Adriatico solo per il calcio Previsti market, cinema e negozi

26 Settembre 2014

Vertice in Comune con il sindaco, il presidente del Pescara e l’ingegnere che ha realizzato il Friuli La società che si aggiudicherà il bando dovrà realizzare un impianto per l’atletica a Fontanelle

PESCARA. Non uno, ma due stadi nuovi per Pescara. In realtà lo stadio Adriatico-Cornacchia rimarrà, ma senza più la pista d’atletica e con una serie di servizi (negozi, cinema, un supermercato) da offrire agli utenti, e non solo due volte al mese, tante quante sono le partite del Pescara nell’arco di trenta giorni. Insomma, un restyling, di cui ancora non sono stati resi noti i profili ufficiali, i quali però sarebbero già allo studio dell’ingegnere Roberto Regni di Perugia, il progettista dello stadio Friuli di Udine, recentemente ristrutturato.

E il «concept» dovrebbe essere proprio quello: più o meno 25 mila posti, tutti coperti, e naturalmente a sedere. Ma non solo. Il modello dovrebbe essere simile allo stadio Friuli anche per quanto riguarda la gestione. Alla società calcistica che si aggiudicherà la gestione e che non diventerà proprietaria dell’impianto (come ad esempio è accaduto a Torino, con lo Juventus stadium, titolare del quale è la società bianconera), lo stadio verrà dato in concessione.

Proprio come a Udine, dove lo stadio, di proprietà del Comune, se l’è assicurato l’Udinese calcio. Anche se in riva all'Adriatico non sarà per 99 anni, com’è successo in Friuli Venezia Giulia, ma, probabilmente, stando ad alcune indiscrezioni, più o meno per la metà, 50 anni. Se n’è parlato l’altro ieri in un incontro al quale hanno preso parte il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore comunale allo sport Giuliano Diodati, i vertici della Pescara calcio, con il presidente Daniele Sebastiani, accompagnato dai tecnici della società, tra i quali Regni, il quale la settimana prossima ritornerà in città per un ulteriore incontro con gli esponenti della giunta comunale.

L’altro stadio in programma da realizzare è indissolubilmente legato alla ristrutturazione dell’Adriatico. Già, poiché, quando verrà emesso il bando per la concessione dell’Adriatico, perché è questa la modalità con la quale verrà assegnata, la società che dovesse aggiudicarsela (e non è detto che sia la Pescara calcio, ma potrebbe essere un’altra, la quale, a sua volta, potrebbe girarla in sub-concessione al Pescara), dovrà accollarsi anche la costruzione del nuovo stadio che avrebbe la funzione di raccogliere tutti gli altri sport, a partire dall’atletica, che non potranno più essere praticati nell’Adriatico rimesso a nuovo. È questa la conditio sine qua non. Il tutto, per una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 milioni di euro, con la quale la società che si aggiudicherà il bando (il quale dovrebbe essere emesso, ha dichiarato l’assessore Diodati, entro la prossima estate) dovrà garantire sia il maquillage dello stadio già esistente, sia la realizzazione di quello nuovo per l’atletica, che dovrebbe sorgere a Fontanelle, su un terreno di due ettari in seguito a un’espropriazione che dovrà essere eseguita.

Un’operazione, quella di concedere in concessione lo stadio, decisa dal Comune soprattutto per dare una sforbiciata alla spesa pubblica. Nel bilancio comunale infatti si legge che la spesa per la gestione di tutti gli impianti sportivi della città ammonta a circa 3 milioni e 750mila euro annui, a fronte di una copertura di 590mila euro che sono in cassa. E nello specifico, la spesa che tuttora l’amministrazione comunale deve supportare per lo stadio Adriatico è di poco più di un milione di euro all’anno, il 15% del tutto che pertanto, con la concessione, verrebbe abbattuto.

Dunque, quello che si profila, per l’Adriatico col suo nuovo look, è una «cittadella dello sport» di stampo europeo, che oltre a una serie di svariati intrattenimenti, «offrirà», sottolinea Diodati, «anche nuovo lavoro per tante persone». I tempi, ovviamente, saranno medio lunghi. Il sindaco Alessandrini ha parlato, riferendosi ai due stadi ultimati, di «due o tre anni». La procedura, tra l'altro, oltre ai tanti adempimenti, prevede anche un passaggio sia in giunta comunale sia nel consiglio comunale.

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