Stadio da riqualificare Vertice con il ministero

Oggi l’incontro negli uffici della Soprintendenza. Presenti sindaco e Pescara calcio Masci: «Cerchiamo una soluzione condivisa per ristrutturare l’impianto sportivo»
PESCARA. Il Comune riannoda i fili del discorso, interrotto prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria da coronavirus, sulla riqualificazione dello stadio Adriatico-Cornacchia. Oggi, negli uffici di Chieti della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, ci sarà un incontro tra il sindaco Carlo Masci, il presidente del Pescara calcio Daniele Sebastiani, il funzionario della Soprintendenza, referente per Pescara, l’architetto Aldo Giorgio Pezzi, la responsabile regionale Mencarelli e un rappresentante nazionale inviato dal Ministero.
Sul tavolo c’è il progetto di restyling, varato nel 2017 ma rimasto in un cassetto a causa del vincolo totale imposto all’attuale impianto sportivo dall’allora responsabile dei Beni architettonici Maria Giulia Picchione. Al centro della querelle c’è la salvaguardia della soluzione ad archi per il sostegno delle tribune, che fu adottata nel 1955 dall’architetto e urbanista romano Luigi Piccinato, ritenuta dalla Soprintendenza di pregio storico e architettonico e quindi da tutelare. Come conferma il sindaco Carlo Masci, l’obiettivo oggi è «cercare di riaprire il dialogo con la Soprintendenza» e «andare incontro alle richieste dell’Ente, attraverso la progettazione di un impianto più snello, che mantenga gli elementi storici antichi, ma al tempo stesso riesca a garantire la sostenibilità economica e finanziaria». Insomma, accantonata l’ipotesi avanzata tre anni fa di realizzare uno stadio avveniristico sul modello dello Juventus Stadium di Torino o dell’impianto sportivo di Udine con negozi e galleria commerciale, l’ipotesi di Masci è riuscire a trovare la giusta mediazione tra le esigenze conservative della Soprintendenza e le legittime aspirazioni migliorative della società calcistica guidata da Sebastiani, che oggi propone una riqualificazione sulla base dell’impianto esistente.
«Stiamo cercando una soluzione condivisa con la Soprintendenza», spiega il sindaco, «abbiamo due interlocuzioni aperte. La prima riguarda lo stadio, la seconda è legata al ritrovamento del Bastione San Vitale, nei pressi del tracciato ferroviario. Sono fiducioso perché anche per altri stadi italiani di antica costruzione è stato possibile trovare un punto d’incontro per effettuare la ristrutturazione».
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