Stagione balneare: si parte lunedì, ma è già tutto pronto

29 Maggio 2020

Marsilio non firma l’ordinanza perché manca il via libera del comitato tecnico scientifico Non si parte oggi come chiesto dai balneatori: deluso chi sognava il week end in spiaggia

PESCARA. Ancora non ci siamo. La stagione balneare abruzzese non riparte e si dovrà aspettare qualche giorno prima di poter tornare al mare.
Se le linee guida approvate dal Governo consentivano l’apertura della stagione balneare già a partire dal 18 maggio, le stesse davano alle Regioni facoltà di applicare misure più restrittive. Così, in Abruzzo si è deciso di aspettare e, mentre in altre regioni i “bagni” sono già aperti e operativi, in regione fino a ieri non c’era ancora una data certa, salvo quella già trascritta in un documento del 20 febbraio scorso, pre-emergenza Covid, in cui si indicava il 1° giugno. L’ordinanza per un’eventuale anticipo d’inizio stagione (si sperava di ripartire già questa mattina) è rimasta sul tavolo del comitato tecnico di sicurezza, che non ha dato il via libera. Il motivo, probabilmente, è da ricercare nella mancanza del servizio di salvamento sulle spiagge tra oggi e lunedì 1° giugno: tre giorni di potenziale “pericolo”.
Gli stabilimenti su tutta la costa sono già allestiti e pronti ai blocchi di partenza, ma in mancanza di un’ordinanza precisa che modifichi la data della determina di febbraio, vi si potrà accedere solo per prendere il sole e non per farsi il bagno. E non sarà possibile nemmeno spostarsi nelle vicine Marche, dove la stagione è partita questa mattina: fino al 3 giugno infatti, secondo Dpcm, non si possono attraversare i confini regionali.
Rimandato a lunedì, dunque, il via libera alla riapertura ufficiale della stagione balneare abruzzese: come detto, l’ordinanza firmata dal governatore Marco Marsilio contiene alcune misure più restrittive rispetto alle linee guida nazionali. Tutte all’insegna delle tre parole chiave: igiene, mascherine e distanziamento. I balneatori in questi giorni si sono attrezzati per organizzare le spiagge secondo le regole e sono tutti pronti per partire.
IN SPIAGGIA
CON LA PRENOTAZIONE
Per prevenire l’affollamento delle spiagge, preferibile la prenotazione, anche per fasce orarie. Prenotazione che serve anche per registrare gli utenti e rintracciarli in caso di contagio. Raccomandato anche il pagamento anticipato via web o tramite app già in fase di prenotazione. Pagamenti con carta di credito o bancomat, per evitare ressa alla cassa.

ACCESSI SEGNALATI
E DISTANZIAMENTO
Sulle spiagge, oltre ai soliti preparativi per piazzare ombrelloni e palme, sono stati predisposti anche i percorsi di entrata e uscita in spiaggia separati, dove possibile, e indicati da segnaletica chiara e visibile. Sui camminamenti verso le zone più frequentate, segnature per indicare il canonico “metro di sicurezza”. Distanziamento garantito anche per l’entrata in acqua, con percorsi regolamentati: tocca al bagnino, quest’estate, “sensibilizzare” gli utenti sul rispetto delle norme, oltre a vigilare per evitare incidenti in acqua. Gli addetti alla spiaggia fanno anche da “steward”, per accompagnare i clienti agli ombrelloni.
Palme e ombrelloni, tutti ormai piazzati e numerati, sono distanziati in modo da permettere il passaggio in corridoi differenziati per direzione, sia in orizzontale che verso la battigia. Fra uno e l’altro, 3,5 metri in tutte le direzioni, per un’area totale di 12 metri quadri. Saranno assegnati con preferenza agli occupanti che prenotano per più giorni di seguito. Sotto l’ombrellone, invece, lettini e sdraio non possono stare troppo vicini: 1,5 metri la distanza minima da mantenere. Più vicini di così possono stare solo i familiari conviventi, certificati con apposito modulo. E per le spiaggine sulla battigia, la distanza è ancora maggiore: almeno 2 metri l’una dall’altra.

AL RISTORANTE
Per i bar e i ristoranti degli stabilimenti balneari stesse regole delle altre attività di ristorazione, quindi distanziamento tra i tavoli, mascherina e guanti per chi serve. I gestori possono approntare un servizio di prenotazione con la consegna delle consumazioni direttamente sotto gli ombrelloni. Assolutamente banditi i buffet con assalto ai vassoi.

MASCHERINE E GUANTI
La mascherina va indossata fino all’arrivo sotto l’ombrellone e ogni volta che ci si muove per raggiungere le aree comuni. Mascherina anche per il personale e alla cassa. Qui ci può essere anche una barriera in plexiglass. Nel riporre e chiudere ombrelloni, lettini e sdraio, gli addetti devono usare i guanti in nitrile, evitando contatti diretti con le superfici.
IGIENIZZAZIONE
Superfici e arredi delle aree comuni devono essere puliti quotidianamente, mentre tutte le attrezzature (lettini, sdraio, pattini) devono essere igienizzati ogni volta che sono assegnati a utenti diversi. Così come le cabine, da igienizzare tra un occupante e il successivo. Sotto la doccia, due metri tra una persona e l’altra, salvo la presenza di barriere di separazione. Vietato prendere “a prestito” lettini e sdraio dall’ombrellone vicino. Sul lettino in dotazione, ci si sdraia coprendolo con il proprio telo da mare. Servizi igienici accuratamente e frequentemente sanificati, con all’ingresso i dispenser di gel disinfettante.

GIOCHI E SPORT
Niente giochi di gruppo: addio per il momento al calcetto e al beach volley. I giochi dei bambini sono previsti solo nelle aree predisposte, sempre sotto sorveglianza di adulti per assicurare il rispetto delle regole di distanziamento. Via libera, invece, alle attività svolte in mare aperto (wind-surf, immersioni, uscite solitarie in barca) e al nuoto nelle piscine degli stabilimenti, a patto che il gestore predisponga accessi scaglionati (quattro persone ogni metro quadro), ricambio frequente dell’acqua e disinfezione adeguata degli spazi attorno alla piscina. Si entra, ovviamente, solo dopo aver fatto la doccia.
Addio, per quest’estate, anche a feste, balli di gruppo, pranzetti collettivi e a qualunque tipo di animazione che preveda assembramenti.

LE ATTIVITÀ
DI SALVAMENTO
Come detto, il servizio di salvamento ci sarà sulle spiagge abruzzesi solo a partire dal 1° giugno, quindi sono off-limit i tuffi in mare.
Il “bagnino” dovrà attenersi alle raccomandazioni delle autorità competenti nell’eventuale esecuzione della rianimazione cardiopolmonare, riducendo i rischi per il soccorritore, senza venire meno al dovere di continuare a soccorrere prontamente e adeguatamente le vittime di arresto cardiaco. Dovrà indossare tutti i dispositivi di protezione individuale e, al termine del soccorso, lavarsi accuratamente le mani.
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