Stangata per i dipendenti Brioni Quest’anno niente premio feriale

31 Luglio 2020

La direzione aziendale non ha prorogato il contratto integrativo scaduto, i sindacati sono in allarme «Il potere di acquisto delle buste paga è sceso del 20%, congelato anche l’accordo sulla flessibilità» 

PENNE. Estate amara per i lavoratori di Roman style di Brioni, il comparto produttivo della maison d’alta moda pennese. Dopo 27 anni circa, 800 lavoratori non percepiranno il premio feriale annuale.
«Il 16 aprile», spiegano i rappresentanti sindacali Antonio Perseo (Filctem Cgil), Leonardo D'Addazio (Femca Cisl) e Luca Piersante (Uiltec Uil), «la direzione aziendale ha comunicato la decisione di Kering (la holding proprietaria di Brioni dal 2012), diramata attraverso la nota denominata «Salary freeze», con la quale si decideva unilateralmente di non prorogare il contratto integrativo di Roman style scaduto il 31 marzo».
«La direzione Brioni spiegò che la decisione presa dal gruppo Kering sarebbe stata applicata su tutti i marchi dello stesso gruppo», dicono i sindacati.
«In considerazione del periodo di vigenza del contratto integrativo», annunciano i rappresentanti sindacali dei lavoratori Brioni, «chiediamo che almeno per la parte calcolata sulla performance individuale dal primo giugno 2019 al 31 marzo 2020, sia comunque elargito il premio feriale corrispondente sul cedolino di luglio 2020».
«Anche perché», aggiungono, «i bonus relativi all’anno 2019, per i dipendenti di Roman style e Brioni, su cui non vige il contratto integrativo, sono stati regolarmente corrisposti sul cedolino di aprile».
«Su questo punto, dopo la riunione di ieri», proseguono i sindacati, «possiamo registrare un'apertura, da parte aziendale, a discutere e a intavolare una trattativa per un nuovo sistema premiante».
Una situazione difficile da mandar giù per i lavoratori Brioni, soprattutto alla luce di un periodo di difficoltà che si protrae da tempo.
«Questa decisione», commentano ancora i rappresentanti sindacali Perseo, D'Addazio e Piersante, «si ripercuote su dei lavoratori che negli ultimi 10 anni hanno pagato duramente la crisi con più di 400 licenziamenti, l’utilizzo di ogni forma di ammortizzatore sociale, fino ad arrivare alla riduzione del proprio orario di lavoro e conseguentemente del proprio stipendio».
I lavoratori di Brioni attualmente percepiscono una retribuzione annua lorda, che va da 17.582,11 a 19.382,09 euro. Il netto mensile in busta paga va dai 1.019 a 1.102 euro al mese circa.
«Stando così le cose, dal primo aprile scorso i lavoratori saranno privati di un integrativo che, oltre a cifre variabili che vanno da 1.700 a 3.600 euro all’anno, conta anche di 250 euro di buoni acquisti, 20 euro per l’elaborazione della denuncia dei redditi, 200 euro circa per la previdenza complementare integrativa, del rimborso integrale del trasporto pubblico (tragitto casa-lavoro) e del rimborso del 50% delle spese sostenute per asili nido e doposcuola per i figli fino a 10 anni di età.
«Senza timore di essere smentiti», analizzano preoccupati i sindacati, «in questo 2020 la stragrande maggioranza dei lavoratori di Roman style vedrà il proprio potere di acquisto scendere notevolmente con percentuali che potranno superare anche il 20%. La mancata proroga del contratto integrativo ha fatto decadere indirettamente anche l’accordo sulla flessibilità in quanto, in base alle disposizioni finali dell’accordo siglato il 26 febbraio 2019, parte fondamentale ed integrante dell’accordo è il contratto integrativo».
«Tuttavia», avvertono i sindacati, «nonostante questo, la direzione aziendale di Brioni Roman style, ha continuato e continua tuttora ad avere un’interpretazione diversa, utilizzando l’accordo di flessibilità». «Alla luce del comportamento aziendale, siamo stati costretti a congelare anche noi l’accordo di flessibilità, almeno fino alla prossima riunione del 6 agosto», concludono i rappresentanti sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
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