«Stangata Tarsu agli hotel» Maresca contro il Comune

16 Maggio 2016

Montesilvano, l’imprenditore del Bluserena contesta le tariffe e va al Consiglio di Stato Sotto accusa l’importo di 5,22 euro al metro quadrato introdotto da Di Mattia

MONTESILVANO. Continua lo scontro tra l’imprenditore degli hotel Silvio Maresca e il Comune sulla Tarsu. Dopo il Tar, il proprietario del Serena Majestic e della catena Bluserena porta il Comune davanti al Consiglio di Stato: per Maresca, le tariffe della tassa sui rifiuti per gli alberghi sono troppo alte. L’imprenditore contesta gli importi introdotti nel 2013 dall’amministrazione Di Mattia che, per gli hotel, aveva fissato l’importo a 5,22 euro al metro quadrato.

Maresca aveva fatto ricorso anche al Tar di Pescara, ma i giudici hanno dato ragione al Comune bollando il ricorso come «manifestamente infondato»: il Tar ha stabilito che le tariffe sono legittime, compresa quella per gli hotel. Per questo, il gruppo di Maresca è stato condannato al pagamento di duemila euro di spese processuali. Ora, sarà il Consiglio di Stato a decidere definitivamente. Nel primo grado di giudizio, il Tar ha detto: «È legittima la delibera comunale di approvazione delle relative tariffe», recita la sentenza, «laddove gli alberghi vengano distinti dalle civili abitazioni e assoggettati a una tariffa notevolmente superiore; e cioè in ragione della maggiore capacità produttiva che un esercizio alberghiero esprime rispetto a una civile abitazione secondo un comune dato di esperienza che, tra l’altro, emerge anche da un’analisi comparata delle previsioni contenute nei vari regolamenti comunali». Nel 2013, il Comune aveva aumentato le tariffe non solo agli hotel ma anche per «collegi, convitti, pensioni, case di cura e simili».

Alla chiamata di Maresca, il Comune ha già risposto: il sindaco Francesco Maragno ha convocato la giunta e tutti, tranne gli assessori assenti Paolo Cilli e Maria Rosaria Parlione, hanno deciso di resistere al ricorso affidando l’incarico della difesa all’avvocato Marina De Martiis, dirigente del settore legale del Comune, e all’avvocato Marco Squicquero del foro di Roma. Maragno ha fissato anche un tetto alla spesa: «L’onere finanziario dovrà essere contenuto entro l’importo onnicomprensivo di 1.500 euro».