Stanze da letto e giochi nella galleria dei fantasmi

Ogni giorno al tramonto inizia la processione dei senza fissa dimora nel tunnel Cartoni e bancali per costruire giacigli e ripari. Anche bambini tra gli “invisibili”
PESCARA . Comincia al tramonto la processione dei disperati nel centro della città. Uno dopo l’altro si infilano nel tunnel della stazione: questa galleria nel degrado è la loro casa. Entrano da via Ferrari o dall’area di risulta, aggirando le recinzioni di ferro ormai spalancate. La puzza è insopportabile ma loro ormai camminano senza tapparsi il naso: si sono abituati a quell’odore che fa venire la nausea. Non sembra vero ma siamo nel centro della città: l’ingresso della stazione è lontano appena un centinaio di metri; di fronte, dalla zona di via Ferrari, ci sono un benzinaio e negozi mentre, dalla parte opposta, si apre l’area di risulta con il suo viavai incessante con gli altri “invisibili” che dormono nelle aiuole, tra le auto in sosta.
In questo posto abbandonato, che dovrebbe diventare il mercatino dei senegalesi, c’è chi ci vive. Gli oggetti di tutti i giorni lasciati a terra raccontano le storie dei fantasmi del centro della città. A un passo dalle vetrine dei negozi e dalle luci della movida.
Qui gli sgomberi non bastano: l’ultimo c’è stato il 9 luglio con i vigili urbani intervenuti con le mascherine sul volto per la puzza. A distanza di poco più di un mese, nel tunnel ci sono ancora stanze da letto divise con le pareti di cartone e i bancali di legno: accanto ai letti di fortuna, con i materassi recuperati dai cassonetti della spazzatura o con le brandine prese da qualche stabilimento balneare, ci sono i vestiti piegati, asciugamani e panni stesi, spazzolini e dentifrici nelle scatole di scarpe, e poi anche scope e palette per tentare di tenere pulito il posto in cui si dorme. Ci sono le cucine con il cibo in un carrello della spesa, bottiglie d’olio e acqua. E poi ci sono i giochi per bambini: la casa di Barbie poggiata al muro è un’immagine che fa male. Perché dimostra che anche i bambini sono costretti a vivere in questo posto maledetto. Un luogo senza regole in cui un senegalese, lo scorso 6 agosto, è stato picchiato a sangue soltanto perché ha chiesto a una prostituta di non fare i propri bisogni vicino al suo letto: lei ha risposto mandando tre persone che lo hanno pestato. I tre, identificati dalla polizia, sono stati arrestati per tentato omicidio. Poi, arriva la notte e, mentre nel tunnel si dorme, un manipolo di prostitute si aggira intorno all’ingresso: sembrano i guardini del tunnel. E intanto aspettano i clienti passeggiando sotto i lampioni tra i pendolari della stazione. Nel tunnel, invece, è buio pesto.
La giornata di ieri è stata davvero nera per Pescara: due giovani vite spezzate nel degrado.

