Statale da incubo: 10 chilometri di code

Sequestri in A14: Abruzzo deluso dalla risposta del ministro. Marsilio: un errore non agire subito. Tir pronti a bloccare i caselli
PESCARA. Il venerdì nero del traffico in Abruzzo si scatena già dalla mattina concentrandosi sulla Statale 16 Adriatica tra Pineto e Silvi. Sono più di dieci i chilometri di auto e Tir incolonnati per i sequestri sui viadotti dell’A14 e l’uscita obbligatoria dei mezzi pesanti al casello di Pescara Nord-Città Sant’Angelo, per chi proviene da Sud, e Atri-Pineto per chi scende dalla Marche. Tir che procedono a passo d'uomo, e in alcuni momenti praticamente fermi nel tratto che costeggia la torre di Cerrano verso Marina di Città Sant'Angelo dove i mezzi pesanti possono rientrare in A14.
LO SFOGO. «Avrei sperato in una risposta operativa più immediata da parte del ministro Paola De Micheli. «Sapere che dobbiamo attendere fino a lunedì, con altri giorni di passione lungo le nostre strade, non ci fa piacere», così dice il presidente della Regione, Marco Marsilio, dopo aver ricevuto le rassicurazioni dal Mit sulla vicenda dell'autostrada A14 e della viabilità ordinaria in tilt. Un lettera, quella firmata da De Micheli, dove peraltro la parola Abruzzo è scritta con due “b”. «Spero che lunedì si possa mettere la parola fine alla vicenda del viadotto del Cerrano dell’A14, per poterlo riaprire al traffico pesante, alleggerendo la Statale», aggiunge Marsilio.
BISONTI IN RIVOLTA. «È insostenibile il traffico sulla fascia adriatica»: così protestano le associazioni dell'autotrasporto merci Confartigianato Trasporti, Fita-Cna e Conftrasporto-Confcommercio di tre regioni, Puglia, Marche e Abruzzo, minacciando «una manifestazione dei Tir». E aggiungono: «Le imprese di autotrasporto non sono più in grado di programmare i propri viaggi: per effettuare un trasporto che prima richiedeva 3/5 ore, oggi se ne impiegano oltre il doppio». Per questo chiedono un ripristino dell'autostrada a «ritmi serrati, con turni notturni o di 24 ore, prevedendo uno sconto extra sui pedaggi pagati da trasportatori costretti a subìre un incredibile disagio».
IN AGITAZIONE. La Confcommercio Abruzzo dà il via allo stato di agitazione: «La situazione ormai drammatica che sta isolando l’Abruzzo dal sistema dei trasporti causa danni gravissimi ed irreparabili al sistema economico», scrivono il presidente e il direttore regionali, Roberto Donatelli e Celso Cioni, «la nostra organizzazione ha indetto lo stato di agitazione delle categorie del commercio, del turismo, dei trasporti e dei servizi abruzzesi dandone comunicazione ai prefetti delle quattro Province e a Marsilio, chiedendo un urgente incontro per individuare ogni azione utile». CHIUSO SEI NOTTI. Alla vigilia di un altro week end nero dei trasporti arriva anche la notizia della chiusura per sei notti di un lungo tratto dell’A14 per i lavori di manutenzione del viadotto Moro, uno dei primi a finire sotto inchiesta.
Stop alla circolazione dei veicoli quindi tra Ortona e Val di Sangro, in entrambe le direzioni, nelle due notti consecutive di martedì 14 e mercoledì 15 gennaio, dalle 23 alle 5; nelle altre due notti consecutive di lunedì 20 e martedì 21, sempre dalle 23 alle 5; e infine nelle notti di lunedì 27 e martedì 28 gennaio, con lo stesso orario. Di conseguenza, la stazione di Lanciano sarà chiusa in uscita e in entrata, da e verso entrambe le direzioni/provenienze, Bari e Pescara/Bologna.
LA TREGUA DI IERI SERA. L’attenzione è puntata a lunedì prossimo dopo che, ieri sera, è stato scongiurato l’ennesimo e temuto ingorgo sull’A14 che aveva mantenuto in allerta le prefetture di Teramo e Pescara. Un ingorgo previsto già dalla mattina durante la riunione organizzata a Silvi dal sindaco, Andrea Scordella, con le parti politiche e tecniche interessante. Scordella, aprendo i lavori, ha detto che «quello che sta accadendo non è un problema solo di Silvi e, soprattutto, che non può essere risolto dal suo Comune». Così ha chiamato in causa Autostrade per l’Italia, Anas, Regione e Ministero dei Trasporti affinché si crei una task force per mettere in atto rimedi efficaci.
CHI C’ERA. Per Autostrade c’era Marco Perna direttore del 7° Tronco; per la Regione il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, il vicepresidente Emanuele Imprudente e il capogruppo della Lega Pietro Quaresimale; Francesco Chiavaroli direttore generale dell’Arta; Enzo Di Vittorio dell’Anas; il presidente della Provincia di Teramo Diego Di Bonaventura; i sindaci di Roseto, Sabatino Di Girolamo, e Pineto, Robert Verrocchio; l’assessore alla viabilità di Città Sant’Angelo, Lucia Rapagnetta; i comandanti della Polizia Locale dei Comuni interessati; gli assessori comunali di Silvi; i consiglieri di minoranza Giovanni Rocchio e Vito Partipilo oltre ai tecnici dell’assessorato Lavori Pubblici e Ambiente.
PM E GIP. Perna, di Aspi, ha ribadito che lunedì 13 sarà il giorno della verità: il Mit dovrebbe approvare le proposte operative tecniche presentate da Autostrade. Il tutto sarà immediatamente presentato, insieme a una nuova richiesta di dissequestro, alla Procura di Avellino dalla cui decisione dipenderanno le successive azioni.
Ma ha aggiunto che è ancora da chiarire perché, nonostante che uno staff di docenti della Sapienza di Roma avesse dichiarato che non esistono motivi di preoccupazione sulla staticità del viadotto Cerrano, Procura e Gip avellinesi siano intervenuti anche su questo aspetto determinante negando il dissequestro.
MAL’ARIA. Sul fonte smog, infine, il dg di Arta ha comunicato che dopo l’installazione di una centralina fissa di monitoraggio ambientale dell’aria a confine tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, da ieri è in funzione anche una centralina mobile sulla Statale 16 in territorio di Silvi. E dai dati emerge un inevitabile aumento delle polveri sottili, del biossido d’azoto e il monossido di carbonio.

