Statali, ecco la norma salva-premi
Arriva in Consiglio dei ministri la rivoluzione nella Pubblica amministrazione
ROMA. Arriva al traguardo la riforma della Pubblica amministrazione targata Madia. L’ultimo blocco di provvedimenti, atteso oggi in Consiglio dei ministri, tocca il lavoro pubblico.
Intanto però i ritocchi last minute ai testi riservano sorprese. È infatti spuntata una norma per salvare i salari accessori. Un intervento non da poco, basti pensare alla vicenda capitolina. Sul tavolo dei ministri arriverà anche il decreto sul libretto unico per l’auto, per cui si è parlato di un risparmio di 39 euro. Decreto questo che è sempre “figlio” della delega P.a., capitolo semplificazione. D’altra parte, ha ricordato Marianna Madia, la riforma «si rivolge anzitutto ai cittadini e agli imprenditori». Ci sono spiragli anche per lo sblocco del turnover. Si passerà da un’impostazione rigida delle assunzioni a un modello che guarda alle esigenze concrete, impostato su programmi triennali. Nelle prove di concorso ci sarà l’inglese e le graduatorie non potranno contare più infiniti idonei (tetto al 20% dei posti). In via sperimentale a Regioni e città metropolitane “virtuose” sarà anche concessa la possibilità di allentare i limiti imposti al turnover. Inserito anche una piano straordinario per precari storici. Una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire quanti da tre anni sono a servizio della P.a. Chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente, mentre chi non è passato per una selezione sarà tutelato con una riserva (50%) nelle future prove.
Saltano anche i vicoli della legge Brunetta ma i contratti dovranno garantire una differenziazione per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Si punta sulla misurazione dei risultati in base obiettivi precisi ed è anche previsto un bonus per le eccellenze. I cittadini entrano a far parte a pieno titolo del sistema di misurazione. Potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del voto da assegnare al team.
È affidata ai contratti la formula per colpire chi si assenta puntualmente il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in date da “bollino rosso”. Per frenare il fenomeno saranno messi tetti a fondi per premi laddove risultino tassi di assenteismo anomali. Sarà fatta chiarezza sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita. I tempi per decidere si riducono da 4 a 3 mesi e a un mese per tutti i casi di flagranza. Resta intatto l’articolo 18, ma vizi formali annulleranno la sanzione. Si rimette mano alla logica della riforma Brunetta che vede nella legge la fonte praticamente esclusiva per la regolazione del rapporto di lavoro. Ora invece la legge diventa la cornice, lasciando al contratto la possibilità di intervenire. E, a proposito, il segretario generale della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, avverte: «Nessuno stravolga gli impegni presi da Madia».

