Statali, sbloccate le risorse per il contratto

Il ministro Madia firma il decreto, soldi anche ad assunzioni. Verso intesa su furbetti e partecipate
ROMA. Arriva il decreto che sblocca le risorse per gli aumenti di stipendio degli statali. A dare l’annuncio è il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, spiegando che è stato «firmato» il provvedimento che ripartisce il cosiddetto “fondone” dedicato al pubblico impiego.
Oltre ai rinnovi contrattuali c’è anche il finanziamento per la revisione delle carriere delle forze dell’ordine, incluso il bonus 80 euro, e lo stanziamento per le «assunzioni straordinarie». Non è la sola novità sul fronte p.a. È infatti ormai vicinissima l’intesa con Regioni e Comuni sui decreti bis per partecipate e furbetti del cartellino. Accordo ritenuto necessario dalla Consulta e che vede confermato il testo sui licenziamenti lampo, mentre spunta qualche modifica per le spa pubbliche: resta fermo che sotto un milione di fatturato scatta il taglio ma l’arco di tempo in cui calcolare il budget viene spostato in avanti, venendo così incontro alle richieste delle Regioni. «Continuiamo sulla tabella di marcia, rispettando gli impegni presi fin dall’accordo del 30 novembre» tra ministero e sindacati, con cui si è tracciata la strada per la riapertura della contrattazione, spiega Madia, chiarendo che con il decreto appena sottoscritto per i rinnovi è a disposizione «circa la metà dello stanziamento».
Il resto, assicura, «sarà nella prossima legge di Bilancio». La progressione delle risorse è pari a 300 milioni, appostati lo scorso anno, a 900 milioni per quest’anno, che diventeranno 1,2 miliardi di euro nel 2018. Si arriverebbe quindi a un totale di quasi 2,5 miliardi, che corrisponde a quanto necessario per centrare l’aumento medio di 85 euro, concordato con i sindacati che, con il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava, rimarcano però come «manchi ancora la metà dello stanziamento». «Vogliamo che il governo continui il dialogo con il sindacato», aggiunge il sindacalista.
Sulla stesa linea il collega della Uil, Antonio Foccillo: «Non possiamo più aspettare, è necessario passare subito ai fatti». Tuttavia la categoria dei pubblici della Uil, la Fpl, ammette che c’è «soddisfazione» per la firma del decreto. A questo punto per riaprire la contrattazione manca solo l’atto di indirizzo, il fischio ufficiale d'inizio, che, garantisce Madia, «arriverà presto».

