Stavolta basta mettere una X

22 Settembre 2022

Un sistema semplice per chi deve votare, meno per capire i seggi

ROMA. Il Rosatellum, la legge elettorale con cui si voterà il 25 settembre, è semplice per l'elettore che deve mettere una unica «X» sul simbolo del partito prescelto, ma è complicata nel meccanismo di assegnazione dei seggi. Per l'elettore il rischio è quello di annullare la scheda mettendo due «X»: non c’è voto disgiunto.
Il sistema elettorale prevede che circa il 65% dei seggi delle due Camere (i 5/8) siano assegnati con sistema proporzionale, ed il restante 35% (i 3/8) in collegi uninominali maggioritari, dove viene eletto il candidato che ottiene un voto più degli altri. Questo secondo aspetto spinge i partiti a formare coalizioni che appoggino insieme nei collegi uninominali uno stesso candidato. Vincere il maggior numero di tali collegi maggioritari costituisce una sorta di premio di maggioranza. In questa tornata le coalizioni sono due, quella del centrodestra (Fdi, Lega, Fi, Noi Moderati) e quella del centrosinistra (Pd, Avs, Ic), mentre Azione e Iv formalmente costituiscono non una alleanza ma una unica lista. La scelta dei partiti di Calenda e Renzi aiuta a spiegare il meccanismo delle soglie. Per accedere al riparto dei proporzionali a un partito (sia che corra da solo sia che si presenti in coalizione) occorre superare il 3%, ma una coalizione deve superare la soglia dell'10%. La ripartizione dei seggi proporzionali avviene dividendo il territorio nazionale in 27 circoscrizioni regionali o subregionali, a loro volta divise in collegi plurinominali. In questi, ciascun partito presenta dei listini corti bloccati, di 4 nomi. Maggiore è il numero dei voti ottenuti da un partito, maggiore è il numero dei deputati dei listini eletti.