Stazione, chiude la libreria ma arriva lo store Rusconi

8 Novembre 2014

La Campus ha gettato la spugna ma per Natale aprirà uno spazio multimediale Di Lodovico e Fimiani: con quel nome storico se ne è andato un altro pezzo di città

PESCARA. Porta sbarrata, scaffali accatastati, luci spente. La libreria situata all'interno della stazione centrale ha chiuso i battenti, e con questa attività se n'è andato per sempre un altro pezzo di storia della città. La libreria era nata sotto il marchio Clua (Cooperativa libraria universitaria abruzzese ), lo stesso che a cavallo degli anni Settanta e Ottanta è stato espressione di una grande vitalità culturale, in questo campo. E’ una notizia pessima per la stazione e per la città, considerato che in questo settore altre saracinesche si sono già abbassate per sempre in passato e altre potrebbero farlo a breve. Ma a questa perdita, annunciano da Centostazioni Spa (del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane), seguirà presto una rinascita, con uno store multimediale.

«La libreria», spiegano, «ha chiuso su iniziativa del precedente gestore. La stazione, però, non resterà priva dell’importante e utile servizio. Il locale occupato in precedenza dalla libreria, ampio circa 250 metri quadrati, è stato già destinato alla società Rusconi Librerie, a cui consegneremo a breve lo spazio», dopodiché saranno realizzati i lavori di allestimento necessari all'apertura del punto vendita, «presumibilmente entro Natale», annunciano sempre da Centostazioni spa.

Rispetto a prima «la libreria sarà caratterizzata da una maggiore modernità e da un più ampio ventaglio di prodotti», con un'offerta che comprenderà libri, multimediale e giochi, «per offrire un servizio sempre migliore a viaggiatori e cittadini».

Resta comunque il dispiacere per un capitolo che si è chiuso, a Pescara. «Quella libreria», dice Roberto Di Lodovico dell'Agenzia di Promozione culturale della Regione (cui fa capo la storica Biblioteca Di Giampaolo, ora in via Tiburtina), è stata una delle istituzioni storiche della città, nata come Clua, dove ha lavorato anche gente come Adriano Michetti (consigliere comunale e vice sindaco di Pescara scomparso 3 anni fa ndr), e organizzava la Mmostra mercato del libro, assumendo un ruolo importante e diventando un punto di collegamento tra la città e l'università. Il fatto che in stazione ci fosse una libreria degna di questo nome, era senz'altro motivo di onore per la città. Il dispiacere quindi è profondo».

Alle radici di questa libreria, che, negli anni, ha avuto anche il nome di Campus e, quindi, “La nuova editrice”, fa riferimento anche Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca provinciale Gabriele D'Annunzio: «E' stata una libreria storica, anche se, dagli anni Settanta agli ultimi tempi, ha subito molte trasformazioni e una serie di passaggi. E' una tradizione che finisce, e quindi è un elemento negativo ma non stupisce se si tiene conto che gli italiani sono agli ultimi posti come lettori, in rapporto al numero degli abitanti, e questo dato non può non ripercuotersi sulle attività impegnate nel settore. Certo è un peccato che sia accaduto tutto in silenzio. Ricordo che per la chiusura della Edison, in pieno centro, si stracciarono le vesti, mentre io ritengo che quella fu più un'operazione commerciale mordi e fuggi, che si è verificata anche in altre parti d'Italia, per lo stesso marchio».

Ora non c'è che da attendere la riattivazione di quello spazio, l'ultimo a spegnersi, in ordine di tempo, nei grandi spazi dell'atrio della stazione ferroviaria centrale di Pescara, dove il via vai è continuo.

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