Stele dannunziana: al via il restauro atteso da dieci anni

Affidato l’incarico per la progettazione dell’intervento I lavori partiranno in estate, stanziati 270mila euro
PESCARA. La Stele dannunziana sarà finalmente restaurata. Dopo dieci anni di attesa, sta per partire finalmente l’intervento di recupero dell’opera sulla riviera sud realizzata nel 1963 per i cento anni dalla nascita del Vate. I lavori entro l’estate. Entro breve tempo partiranno le indagini preliminari della scultura, necessarie per studiare il tipo di recupero da fare. Ieri l’annuncio da parte del vice sindaco Antonio Blasioli e dell’assessore ai beni culturali Paola Marchegiani. Presente anche l’ingegnere Paolo Iannetti, il professionista incaricato dal Comune per la progettazione del recupero e del consolidamento statico dell’opera. Iannetti ha anche curato il piano di manutenzione del ponte del Mare.
«La Stele è un altro lavoro identitario della città», ha detto Blasioli, «perché riporta a nuova vita un simbolo di Pescara. Quando eravamo all’opposizione, avevamo ripetutamente richiesto che fosse rimessa a posto, ma invano. Oggi, invece, presentiamo noi l’incarico per la riqualificazione e abbiamo stanziato nel triennale la somma di 270.000 euro per il restauro. Dopo le indagini fisiche, geofisiche e chimiche sulla Stele, necessarie per stabilire la sua solidità e le caratteristiche del calcestruzzo, avremo un progetto per la messa in sicurezza e per garantirne la durata, nonché il restauro di tutte le immagini impresse sulla Stele, che ripercorrono vita e opere dannunziane».
«Nel 2008», ha raccontato la Marchegiani, «ero assessore alla cultura e il professor Edoardo Tiboni mi invitò a promuovere il recupero. Per lui era un cruccio grande vedere la Stele in una situazione di degrado e quando andammo all’opposizione presentai diverse richieste di finanziamenti per la riqualificazione dell’opera».
«Il problema più importante è l’azione erosiva degli agenti atmosferici che hanno determinato il degrado della parte superficiale», ha spiegato Iannetti, «la Stele è realizzata in cemento armato e determinante è stata l’azione corrosiva fatta dal vento, dalla sabbia e dall’aria salmastra. L’intervento consisterà nel ripristino delle parti superficiali, perché strutturalmente l’opera non ha problemi. Bisognerà fare attenzione ai bassorilievi che rappresentano vita e opere del Vate».
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