Stella Maris, l’università è pronta Il rettore: «Ecco cosa vorrei fare»

L’ateneo è pronto a riprendere il dialogo con la Provincia, interrotto dall’emergenza del Covid Il sindaco: «È la soluzione migliore. Ma occorrono almeno 400mila euro per completare i lavori»
MONTESILVANO. Alla Stella Maris nascerà un centro di ricerca per servizi alle imprese e start up, progettato e organizzato dall’università D’Annunzio guidata dal rettore Sergio Caputi.
Accadrà se si concretizzeranno gli accordi tra Ateneo e Provincia, titolare della struttura di viale Aldo Moro, con la mediazione del Comune di Montesilvano. L’incontro tra le parti è previsto a settembre, ma non è escluso che ci possa essere in tempi più ravvicinati. L’obiettivo è arrivare all’apertura in primavera dello storico edificio a forma di aeroplano, chiuso da quasi 40 anni e lasciato per lustri nel degrado.
Ora il Comune vuole farne un polo culturale di eccellenza (tra le iniziative in cantiere nella Stella Maris anche una scuola dei mestieri, a cura del progetto Agorà, riservata alle fasce di popolazione più disagiate) e la D’Annunzio è interessata a ricoprire un ruolo di primo piano nel progetto che, nelle intenzioni del sindaco Ottavio De Martinis, ha l’ambizione di «diventare un volano per l’economia territoriale».
Il nodo da sciogliere è chi, cosa e come, dovrà poggiare sul tavolo delle trattative i fondi mancanti, 400mila euro o forse più, per concludere il secondo e ultimo lotto degli interventi all’interno e all’esterno dell’immobile progettato nel 1936 dall’architetto Francesco Leoni. Il primo lotto (la quasi totale ristrutturazione interna) si è concluso con una spesa di circa 3 milioni di euro.
Attualmente «manca la pavimentazione interna», rivela il sindaco, «i sanitari, la tinteggiatura delle pareti interne ed esterne». «Purtroppo», prosegue il primo cittadino, «occorrono almeno 400mila euro per completare i lavori. E io mi sono fatto intermediario tra la Provincia», guidata da Antonio Zaffiri, «e l’Ateneo per arrivare a una soluzione. L’Università, interessata a una gestione pluridecennale, sarebbe intenzionata ad accollarsi le spese per concludere i lavori. Io sarei felicissimo se il progetto andasse in porto, ne ho parlato anche con i vertici regionali, perché vorrebbe dire riportare in vita la Stella Maris». Secondo De Martinis una conclusione favorevole di tali accordi porterebbe solo bene alla città di Montesilvano: «È la soluzione migliore per dare lustro al territorio ed economicamente sarebbe un fantastico volano».
Il rettore della D’Annunzio, Caputi, ha in animo di riprendere al più presto «le fila del discorso interrotto dal Covid» (il sopralluogo risale a dicembre 2019) e auspica un incontro tra le parti nel più breve tempo possibile «per discutere con la Provincia, e con la mediazione del Comune, i termini degli accordi che sono ancora tutti da valutare attentamente».
In ogni caso, rimarca il rettore, l’Ateneo «è molto interessato al progetto» che consentirà «l’apertura di un incubatore di imprese e start up» con il supporto di ricercatori della D’Annunzio e dottorati da tutta Italia. Attendiamo di essere contattati dalle amministrazioni».
Il taglio del nastro della Stella Maris potrebbe avvenire in primavera, secondo il presidente della Provincia, Zaffiri: «A pieno regime potrebbe essere quella la data, ma è necessario valutare la situazione con gli interventi strutturali ancora da concludere. Il primo lotto strutturale interno è terminato, ora bisognerà completare la parte esterna che comprende anche il piazzale e l’area parcheggi».
La partenza delle varie realtà culturali e imprenditoriali che andranno a completare il quadro del futuro polo culturale Stella Maris «sarà a scaglioni» precisa Zaffiri, intenzionato a portare avanti le trattative per far rinascere la struttura.
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