«Stellantis, confronto con Meloni»

14 Settembre 2024

Al Uil Camp di Vasto Bombardieri esprime preoccupazione, subito la replica

VASTO. Caso Stellantis, salari e intelligenza artificiale i grandi temi di cui ha parlato il segretario nazionale Uil Pierpaolo Bombardieri, ieri al UilCamp, che si sta tenendo a Vasto. Un incontro con cento giovani sindacalisti, giunti in Abruzzo da tutta Italia, per confrontarsi su transizione industriale e intelligenza artificiale.
«Non mi sento rassicurato dalle affermazioni di Carlos Tavares sul futuro degli stabilimenti italiani di Stellantis: ne stiamo parlando da tanto tempo, ma non siamo riusciti a mettere allo stesso tavolo, insieme, sindacati, azienda e governo», le parole di Bombardieri, «ad oggi non abbiamo certezze: continuiamo a insistere per la convocazione di un confronto alla Presidenza del Consiglio, per capire quali sono gli impegni dell'azienda e del governo». Per il segretario nazionale Uil «c'è un mercato che rallenta e il nostro futuro nell'elettrico non è roseo: dobbiamo dare certezze alle lavoratrici e ai lavoratori. Peraltro», ha proseguito, «continuiamo a insistere sul fatto che le multinazionali che ricevono aiuti non possano delocalizzare a loro piacimento: i sostegni pubblici devono essere condizionati al rispetto di alcune regole. Ci sono norme e intese con l'Ocse, che stabiliscono che la responsabilità sociale delle imprese ha una rilevanza anche per il rispetto dei territori coinvolti ed è necessario che questi principi siano concretamente attuati». Bombardieri, nel suo intervento, ha toccato anche il tema dei salari: «Quattro mesi fa, facendo i calcoli della massaia, avevamo detto che per questa manovra ci sarebbe stato bisogno di 25 miliardi: siamo stati facili profeti. Chiediamo, dunque, attenzione alle nostre rivendicazioni e per noi il primo punto resta quello dei salari, oltreché delle pensioni che, negli ultimi anni, hanno subito una riduzione del potere d'acquisto di oltre il 10%», ha detto, «ecco perché occorre che sia confermata la riduzione del cuneo fiscale e, inoltre, che si punti sulla defiscalizzazione degli aumenti contrattuali. Poi, se governo e Confindustria volessero accettare la nostra sfida e parlare di competitività nel nostro Paese, affrontando una discussione più ampia sulla contrattazione di secondo livello, che oggi si svolge solo nel 26% delle imprese, noi siamo pronti».
Ma sul futuro di Stellantis la risposta al segretario Uil è arrivata a stretto giro di posta. «Stellantis ha presentato in prima istanza alle organizzazioni sindacali il proprio piano strategico, abbiamo presentato qual è, da qui al 2030, la missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. La transizione ecologica è pericolosissima se non viene gestita. Confermo che non c'è nessuna intenzione da parte di Stellantis né di lasciare l'Italia né di chiudere stabilimenti. Questo non è mai stato un obiettivo di Stellantis». Così ha detto ieri Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane e relazioni industriali Italia di Stellantis, nel corso della tavola rotonda «Automotive: quale futuro tra transizione ecologica-industriale e nuovo mercato globale?» nella seconda giornata di Uil Camp.
Nel presentare il piano strategico, ha detto ancora Manca nel suo intervento, «l'obiettivo era dare, in una situazione di difficoltà, non voluta da Stellantis, missioni produttive a tutti gli stabilimenti e così abbiamo fatto, lo abbiamo detto ai sindacati e abbiamo specificato modelli. Poi c'è da gestire il breve periodo, e passare dai motori endotermici a quelli elettrici è un problema in termini di tecnologia e di cliente che deve essere educato».
Al dibattito, oltre a Bombardieri e Manca, hanno partecipato Fausta Bergamotto, sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il presidente Marsilio e Graziano Marcovecchio, presidente Pilkington Italia. L’incontro è stato moderato dal giornalista Luca Prosperi. (m.p.)