«Stellantis sta perdendo quote di mercato»

5 Settembre 2024

Sindacati preoccupati: quali e quanti investimenti intende realizzare nel sito della Val di Sangro?

ATESSA. Le parole del ceo Carlos Tavares in risposta al presidente Marsilio non rincuorano le parti sociali e la Val di Sangro, alle prese con la crisi più nera di sempre della fabbrica che fino a pochi mesi fa era conosciuta come la punta di diamante di un intero territorio. Non con l'ennesimo annuncio di cassa integrazione che si allunga drammaticamente fino al 13 ottobre, e non con il fatto che ciò che succedeva nella ex Sevel, quando la fabbrica dei furgoni dava solidarietà ai cassintegrati di Melfi e Pomigliano, ma anche di Cassino e Termoli, sta succedendo anche per i cassintegrati di Atessa, chiamati, volontariamente, ad andare a lavorare a Mirafiori. Uno schiaffo che tramortisce le già flebili speranze di un autunno che torni ad essere produttivo. «Basta con le frasi rassicuranti», ammonisce il segretario di Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli, «se Tavares fosse convinto di ciò che afferma, dovrebbe specificare quali e quanti investimenti intende realizzare nel sito della Val di Sangro. Altrimenti, queste rimangono affermazioni vuote. Riguardo al lancio della nuova gamma, si parla dell’ennesimo restyling, che però non sembra incontrare il favore del mercato. Nei primi sei mesi, infatti, le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri in Europa sono aumentate mediamente del 13% (Anfia, 9 agosto 2024), mentre Stellantis non raggiunge questa percentuale, forse perché sta perdendo quote di mercato a favore delle aziende concorrenti».
Per Fiom «non è sufficiente l'investimento nella nuova linea di verniciatura, che, tra l'altro, sta incontrando serie difficoltà. Attualmente, infatti, non si riescono a verniciare più di 650 furgoni al giorno, rispetto agli oltre 900 previsti, che comunque sono inferiori ai 1250 prodotti fino allo scorso anno. Dopo tante rassicurazioni, nel vicino Molise siamo ancora in attesa di risposte sulla Gigafactory, mentre si assiste al lento ma inesorabile svuotamento del sito ex Fca Termoli».
«Dalle parole bisogna passare ai fatti», rimarca Nicola Manzi, coordinatore Uilm Abruzzo, «come ho affermato nei giorni scorsi, di cassa integrazione, senza lavoro, si muore. Ognuno qui ha detto la sua, sia Tavares che la Regione, ma entrambi devono far seguire alle dichiarazioni degli impegni concreti. Mi riferisco ad un accordo formale scritto, nero su bianco, al tavolo già aperto in sede ministeriale per quanto riguarda lavoro e salvaguardia dell'indotto e della fornitura. Stellantis vuole infrastrutture? Ebbene abbiamo avviato l'hub ferroviario, la Regione dia seguito a quel progetto considerando che se la produzione di furgoni di Stellantis Atessa è dimezzata con la Polonia, l'indotto è ancora capace invece di fornire entrambi gli stabilimenti, ma ci vuole logistica, trasporti su ferro, infrastrutture viarie. Tavares invece prenda l'impegno formale con questo territorio».
«La risposta di Tavares», interviene Amedeo Nanni, segretario Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «non risolve né cancella le preoccupazioni che il sindacato nutre da tempo. Sono mesi che ci parlano di centralità dello stabilimento Stellantis in Abruzzo, la realtà dei fatti racconta una storia diversa: l'uso della cassa integrazione è in aumento, 1.300 persone ogni giorno sono fuori dallo stabilimento e la produzione continua a diminuire di circa il 50%». Per Fismic invece le parole del numero uno di Stellantis «sono quello che abbiamo sempre sostenuto», dice il segretario provinciale Gianluca Gagliardi, «la ex Sevel è al centro della business unit per i veicoli commerciali leggeri e se non fosse per questa contrazione di mercato saremmo già alla saturazione delle linee. Nei prossimi mesi usciremo dalla crisi».