«Sto male e non posso aspettare, provo a Chieti»

25 Aprile 2022

PESCARA. C’è anche chi, seppure affetto da gravi patologie, di fronte alla prospettiva di dover aspettare ore nella sala d’attesa del pronto soccorso, ha deciso ieri di andarsene. Tra queste persone,...

PESCARA. C’è anche chi, seppure affetto da gravi patologie, di fronte alla prospettiva di dover aspettare ore nella sala d’attesa del pronto soccorso, ha deciso ieri di andarsene. Tra queste persone, una donna di mezza età da poco operata per un tumore al seno. Da sotto al giubbino, si vedono uscire dei tubicini. «Sono stata operata il 12 aprile a Ortona», racconta, «e stamattina non mi sento bene. Sento che c’è qualcosa che non va alla ferita. Ho delle perdite e sono spaventata, ma di aspettare non me la sento. Non so che fare», dice piangendo. «Adesso semmai provo a chiamare mio marito e gli chiedo di accompagnarmi al pronto soccorso di Chieti, sperando che lì ci sia meno gente. Qui a Pescara è impossibile. Giorni fa, sempre perché avevo bisogno di essere controllata, sono arrivata al pronto soccorso il pomeriggio e sono uscita la mattina seguente e soltanto perché alla fine mi sono messa a predicare. Il fatto», dice, «è che c’era una sola infermiera che si doveva occupare di tanti pazienti. Ma come si fa? Oggi, da quello che ho visto, è uguale. Sto male, ma non me la sento di aspettare». (a.d.f.)