«Stop agli affitti troppo alti»

Allo studio un regolamento: i locali sfitti del centro vanno puliti. Multe salate
PESCARA. Tutelare il centro commerciale naturale, per contrastare l’invasione di alcune attività e combattere il degrado. Ecco perché si lavora all’istituzione di alcuni divieti che al momento sono scritti solo in una proposta di regolamento. È il presidente della commissione comunale Commercio, Piero Giampietro, ad anticiparne i contenuti, che potrebbero essere modificati in aula, a Palazzo di città.
Il regolamento prende le mosse da un’analisi del commercio nel centro commerciale naturale. Il problema delle chiusure dei negozi di abbigliamento e calzature è «globale», dice Giampietro. E le cause sono da rintracciare «nella concorrenza del commercio elettronico», che rischia di «moltiplicare le chiusure», e nel «processo di sostituzione dei negozi con attività del settore food», tutto ciò che è alimentare. «Anche questo è un fenomeno globale che gli urbanisti fanno rientrare in un processo chiamato gentrification, che ha enormi riflessi sulla gestione della città. Poi», aggiunge il presidente della commissione commercio, «ci sono aspetti più locali, come la particolare aggressività della grande proprietà immobiliare pescarese, che continua a chiedere affitti fuori dal tempo ed è arrivato il momento di utilizzare la leva dei tributi per incoraggiare l'adesione a canoni calmierati. I proprietari immobiliari del centro devono rendersi conto di avere un ruolo delicato, e non possono continuare con una politica dei prezzi arretrata e impossibile da sostenere per la maggior parte delle attività commerciali». Giampietro parla anche di «un altro rischio: il food di qualità sta arrivando ad una saturazione di mercato, e il rischio è che si moltiplichino attività come junk food, centri scommesse, cambi oro: ecco perché ho presentato la proposta di un regolamento per il decoro del Centro commerciale naturale». Fra le misure proposte c'è un inasprimento delle sanzioni per proprietari immobiliari e condomini che tengono i locali sfitti in condizioni di degrado, con l'obbligo di pulire saracinesche, vetrine e muri almeno una volta al mese «perché il degrado è sempre contagioso e rischia di fare male alle altre attività vicine». Le vetrine andranno oscurate, non sarà possibile affiggere manifesti, volantini e avvisi e i murales andranno rimossi. A porticati e gallerie con passaggi con uso pubblico dovrà essere assicurata la manutenzione.
Il regolamento propone di bloccare per dodici mesi le nuove aperture di junk food come frittorie, kebab e cicchetterie, di centri scommesse, di cambi oro e money transfer. Fra le misure ipotizzate nel regolamento, che ora è in fase di valutazione parte del Settore Attività edilizie ed economiche, c'è anche la completa chiusura dell'area centrale al commercio ambulante, «per evitare i suk di venditori di cover e altri ambulanti improvvisati». Completano il quadro il divieto di consumare alcol dalle 22 alle 18 al di fuori dei locali e una serie di obblighi per le attività che somministrano alimenti e bevande, a favore della clientela e per assicurare il decoro. Chi non si atterrà alle disposizioni rischia sanzioni da 500 a 5000 euro, «ma gli importi non sono stati fissati e andrà sentita la polizia locale».
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