Stop ai centri commerciali fino al 2021

3 Luglio 2018

Approvata la moratoria di tre anni. Passa il garante dell’infanzia, ok alla legge sul turismo e alle norme per le case popolari

L’AQUILA. Riforma del commercio, istituzione del garante per l’infanzia, piano per il turismo, nuove norme per l’assegnazione delle case popolari, fondi per il servizio contro gli incendi boschivi. Da mesi non si vedeva un consiglio regionale così produttivo e con la non scontata convergenza di maggioranza e opposizione su più di un tema.
COMMERCIO. Centrosinistra e centrodestra hanno votato per esempio la riforma del commercio (astenuto M5s). Tra le novità l'introduzione di una moratoria sulla grande distribuzione fino al 31 dicembre del 2021 (in questo periodo non si potrà dare il via libera a nuovi centri commerciali) e l’introduzione della categoria di «negozio storico». Il vicepresidente Giovanni Lolli (Pd), Lucrezio Paolini (Idv), Lorenzo Berardinetti e il consigliere del Pd Antonio Innaurato, presidente della commissione Commercio, hanno salutato il provvedimento come la fine «di anni di deregulation». Mentre i consiglieri di Fi Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, parlano di una misura che «tutela una categoria di lavoratori come ambulanti e artigiani che in questi anni hanno subito troppo la crescita esponenziale della grande distribuzione».
GARANTE INFANZIA. Voto unanime per il progetto di legge sull'istituzione del Garante per l'infanzia e l'adolescenza di cui sono primi firmatari i consiglieri regionali Marinella Sclocco (Articolo 1 - Mdp), assessore al Sociale, e Pierpaolo Pietrucci (Pd). La figura, già istituita in molte regioni d'Italia, assicura «la piena attuazione anche nel territorio regionale dei diritti e degli interessi dei minori al fine di applicare la Convenzione sui diritti del fanciullo». Il garante servirà a fornire sostegno e assistenza specializzate a enti e privati per collaborare, accogliere segnalazioni e vigilare sul rispetto dei diritti dei minori. Sarà eletto dal Consiglio regionale con voto segreto, per restare in carica per la durata della legislatura con la rieleggibilità una sola volta.
TURISMO. Approvato anche il Piano Strategico per il turismo in Abruzzo per il triennio 2017/2019. «Un provvedimento atteso dal 2012», ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo Giorgio D’Ignazio. «Da oggi comincia una nuova era per il turismo abruzzese. Tra le altre cose è stata approvata una variazione di bilancio che aumenta la dotazione finanziaria della legge 77/2000 riguardante la costruzione e l’ammodernamento delle strutture ricettive regionali. A breve saremo pronti per uscire con un nuovo bando».
LAVORO. Porta la firma dei 5 stelle la legge Lavoro Abruzzo, approvata all’unanimità, che agevola l'insediamento e la permanenza delle aziende all’interno della regione, attraverso meccanismi di premialità che vanno dalla previsione di agevolazioni fiscali alla facilitazione nell’accesso ad incentivi e finanziamenti, a patto però che le imprese stipulino contratti di insediamento con la Regione per garantire il mantenimento dei posti di lavoro dei livelli occupazionali e degli impianti produttivi, ed attraverso la revoca dei contributi per quelle imprese che decidano, invece, di trasferirsi all’estero. Previste inoltre agevolazioni per favorire il rientro in regione di quelle imprese che hanno già delocalizzato all’estero, cosiddetto back reshoring. «Lavoro Abruzzo», ha commentato il primo firmatario Riccardo Mercante «non risolverà tutti i problemi occupazionali e di crescita dell'Abruzzo, ma rappresenta certamente un importante tassello in questa direzione. Scottano ancora sulla pelle i casi eclatanti come la Honeywell, che per via della delocalizzazione, nonostante l’azienda fosse in attivo, ha lasciato a piedi circa 400 famiglie abruzzesi. Casi come questo non devono ripetersi più».
ALLOGGI POPOLARI. Approvata a maggioranza la norma che modifica la legge sull’assegnazione degli alloggi popolari. Il provvedimento prevede che per la partecipazione al bando di concorso per l'assegnazione degli alloggi sia necessaria la cittadinanza italiana o, per i cittadini stranieri, una regolare residenza da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale, nel rispetto della normativa statale in materia di immigrazione. Inoltre viene modificato il criterio della residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale prevedendo che il richiedente sia residente da almeno cinque anni nel bacino di utenza cui appartiene il comune che emana il bando. Critico il consigliere M5s Domenico Pettinari: «Circa 2milai cittadini in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Famiglie che nel pieno della legalità attendono ciò che lo Stato assegna loro di diritto. Ma oggi il Consiglio regionale ha deciso di tutelare “gli altri”: persone che sono entrate negli alloggi senza averne diritto».
INCENDI BOSCHIVI. Infine approvata a maggioranza la legge per le disposizioni urgenti di protezione civile e per il sostegno finanziario delle attività anti-incendio boschivo. Il provvedimento stanzia 1.700.000 per il 2018.
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