Stop al lavoro da casa, le regole

5 Ottobre 2021

Le anticipazioni sul nuovo decreto: il rientro è graduale a partire dal 15 ottobre

Ritorno totale in presenza, orari e turnazioni flessibili per evitare assembramenti e non sovraccaricare il trasporto pubblico. È quanto filtra dalla bozza del decreto del ministero della Pubblica amministrazione, che regolerà il lavoro dei dipendenti pubblici a partire dal 15 ottobre. Ovviamente la bozza potrà subire alcune modifiche nei prossimi giorni, ma l’obiettivo principale resta chiaro: le amministrazioni pubbliche dovranno riportare tutto il personale in presenza entro il 30 ottobre. Ma entriamo nei dettagli.
Tutti DI NUOVO
in presenza
Sì a turni e lavoro ibrido, no allo smart working totale.
Le amministrazioni sono tenute a «pianificare il rientro in presenza di tutto il personale», si legge nella bozza, «entro i quindici giorni successivi al 15 ottobre, assicurando, da subito, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office)». Priorità, dunque, a chi lavora allo sportello e a contatto con i clienti.
Orari e turni
flessibili
Le amministrazioni dovranno anche garantire un’adeguata rotazione del personale che può prestare lavoro in modalità agile, dovendo essere prevalente l’attività in presenza. Al tempo stesso, per conciliare il ritorno in massa dei dipendenti pubblici con le norme anti Covid, saranno adottati turni flessibili non solo di lavoro ma anche di ricevimento dei clienti: «Allo scopo di evitare che il personale che accede alla sede di servizio si concentri nella stessa fascia oraria», si legge nella bozza, «le amministrazioni devono individuare fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate». Tutto questo che anche per decongestionare il trasporto pubblico locale.
Via libera dunque alla previsione di fasce temporali flessibili in entrata e in uscita, ulteriori rispetto a quelle già adottate e in deroga alle previsioni dei contratti collettivi. Per agevolare gli spostamenti dei dipendenti pubblici con modalità sostenibili, i mobility manager delle pubbliche amministrazioni dovranno elaborare i piani degli spostamenti casa-lavoro, tenendo conto dell'ampliamento delle fasce di ingresso e uscita dagli uffici.
PALETTI E LIMITAZIONI
PER LO SMART WORKING
Il lavoro agile non sparirà totalmente, almeno in questa prima fase, ma sarà soggetto a nuove limitazioni. Il nuovo decreto chiarisce che il lavoro a distanza «non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti». L'amministrazione dovrà, inoltre, garantire «un'adeguata rotazione del personale» tra lavoratori smart e in presenza.
Ma per ciascun lavoratore i giorni in presenza dovranno essere più numerosi di quelli in modalità agile. Lo smart working sarà ridotto all’osso soprattutto per chi svolge funzioni di coordinamento e controllo, che dovrà prevalentemente lavorare in presenza. Gli enti pubblici, poi, dovranno dotarsi di una piattaforma digitale che assicuri la riservatezza dei dati trattati dai lavoratori a distanza.