Stop al traffico dei treni per salvare un gatto

16 Dicembre 2020

L’animale era bloccato sulla barriera antirumore della ferrovia in via Caravaggio Decisivo l’intervento della polfer, dei vigili del fuoco e dei volontari dell’Oipa

PESCARA. E' una storia a lieto fine, quella di un gattino che due giorni fa è stato salvato grazie alla sinergia tra volontari, polizia ferroviaria e vigili del fuoco. Era bloccato sulla barriera antirumore della ferrovia all’altezza di via Caravaggio, in equilibrio precario a circa otto metri d'altezza, e sarebbe stato impossibile recuperarlo se non si fosse attivata una macchina dei soccorsi complessa, che ha perfino portato alla interruzione della linea ferroviaria per 45 minuti.
A far scattare l'allarme è stata l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), sezione di Chieti, che ha fatto arrivare sul posto la delegata Nunzia Perrot, attorno alle 14.30 di lunedì.
Il gatto era lì già dalla mattina, raccontano dall'Oipa, ma per i vigili del fuoco era stato impossibile intervenire «per il viavai dei treni».
E così i volontari dell'Oipa e quelli dell’Associazione animalisti di Pescara, che hanno trovato il gatto «visibilmente terrorizzato» perché «rischiava di essere risucchiato da ogni treno in corsa», hanno cercato loro stessi di recuperare l'animale, ma hanno capito che non sarebbe stato possibile e sono stati assaliti da «un senso di impotenza». Quindi, hanno allertato la polizia ferroviaria perché «come era stato spiegato dai vigili del fuoco, c'era bisogno della Polfer per accedere ai binari». Non essendoci altra possibilità di salvare il gatto, che rischiava di essere investito dai convogli, è stato chiesto di «fermare i treni».
«Alle 17,40 circa, a treni fermi, i vigili del fuoco, gli agenti della Polfer e un volontario con trasportino e gabbia sono riusciti ad avvicinarsi al gatto che, come previsto, spaventato dalle luci e dalle persone, è fuggito sui binari».
Ma, fortunatamente, non essendoci convogli, è stato evitato il peggio. E' stato recuperato e controllato. «Era stremato, sporco di sangue, ferito superficialmente ma vivo», conclude Perrot che ringrazia in particolare «la polizia ferroviaria, senza il cui intervento il gatto sarebbe morto».
Le scuse dell'associazione vanno «ai passeggeri dei treni per i disagi subiti». «La vita di un animale», aggiunge a questo proposito Guido Mammarella, coordinatore in Abruzzo del Movimento Animalista, «vale sicuramente di più di una breve sospensione del traffico ferroviario». Per cui «grande stima e gratitudine verso la Polfer e i vigili del fuoco», che si sono distinti per «sensibilità ed efficienza», conclude Mammarella.
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