Stop alle barriere in mare per bloccare l’inquinamento

La Regione non ha stanziato i fondi necessari per realizzare l’opera richiesta dai balneatori Padovano: «Prima dell’estate si procederà solo alla riduzione di tre scogliere sul litorale»
PESCARA. Niente più barriere mobili lungo la costa per bloccare il deflusso del fiume. Prima dell’avvio della stagione balneare si procederà solo alla riduzione delle prime tre scogliere posizionate tra il porto e il litorale nord. Lo ha rivelato ieri il consigliere Riccardo Padovano, cui il sindaco ha affidato la delega per la soluzione dei problemi del mare e del porto.
«La Regione non ha stanziato i fondi per procedere all’acquisto delle barriere mobili», ha affermato, «in compenso, è garantito l’intervento di sfoltimento delle scogliere. La prossima settimana ci dovrebbe essere la firma con la ditta incaricata dei lavori, la stessa che dopo l’estate effettuerà l’intervento di apertura della diga foranea». La spesa per quest’ultimo intervento si aggira sui 40mila euro. Ben più elevati i costi preventivati per l’acquisto delle barriere mobili, per cui era stato richiesto un finanziamento intorno ai 190mila euro.
Erano stati i balneatori a proporre questo tipo di intervento per cercare di frenare l’inquinamento che arriva dal fiume e, per l’effetto tappo causato dalla diga foranea, si espande lungo il litorale nord. L’idea era quella di realizzare un sistema di barriere mobili galleggianti a carattere temporaneo che, sfruttando la leggerezza delle acque dolci rispetto a quelle salate, potesse convogliare il fiume al largo della diga foranea con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento del mare.
Il progetto, illustrato anche al sindaco Marco Alessandrini, è finito al ministero. Il 24 marzo scorso, infatti, Padovano ha inviato una mail al responsabile delle Opere marittime di Lazio, Abruzzo e Molise Enrico Bentivoglio, con allegato un elaborato grafico delle scogliere da ridurre e delle barriere da posizionare perpendicolarmente al litorale per una lunghezza di oltre 100 metri. «Lo sfoltimento delle prime tre barriere frangiflutti a nord della foce del fiume», ha spiegato Padovano nella mail, «consentirebbe una maggiore circolazione di acqua salata sottocosta con una riduzione dell’inquinamento». Mentre il posizionamento di una barriera mobile galleggiante, dalla punta della prima scogliera a nord, perpendicolarmente verso la riva, simile e quelle utilizzate per contrastare gli sversamenti in mare di carburanti, «dovrebbe limitare l’ingresso dell’acqua dolce sottocosta». «Bisogna fare in modo», ha avvertito Padovano nella mail, «che queste opere possano essere realizzate entro la fine del mese di maggio, almeno per quanto concerne lo sfoltimento delle tre barriere».
Ma la richiesta indirizzata alla Regione per lo stanziamento dei fondi per l’acquisto delle barriere mobili non avrebbe avuto riscontro positivo. In qualunque caso, sarebbe stata una misura temporanea, in attesa dell’apertura della diga foranea per cui è già pronto un finanziamento regionale di 3,5 milioni di euro. Apertura che dovrebbe risolvere in gran parte i problemi di inquinamento del mare.
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