Stop alle case sulla riviera e la giunta si spacca in due

6 Gennaio 2017

Ritirata in commissione la delibera per modificare il progetto di Pescaraporto Civitarese e Scotolati in contrasto tra loro, ma ora il Tar può sbloccare i lavori

PESCARA. Pescaraporto, almeno per adesso, non potrà costruire appartamenti nell’area della riviera di Porta Nuova accanto all’ex Cofa. Ieri mattina la maggioranza, in commissione Gestione del territorio, ha deciso di ritirare la delibera contenente la richiesta della società, guidata dai figli dell’avvocato Giuliano Milia e dalla famiglia di costruttori pescaresi Mammarella, di modificare la destinazione d’uso dell’area e realizzare così tre palazzi sul mare alti 21 metri con appartamenti e negozi, al posto degli uffici. Questa scelta equivale a uno stop al progetto. Ma ora la decisione potrebbe essere superata dalla sentenza del Tar che, il prossimo 27 gennaio, si dovrà pronunciare sul ricorso presentato dalla società per far annullare l’atto con cui il dirigente del Comune ha demandato al consiglio la decisione del cambio di destinazione d’uso dell’area e per far valere il diritto del silenzio assenso, ottenendo così il permesso di costruire senza la necessità di aspettare il parere vincolante del consiglio comunale.

Resta il fatto che ieri dalla commissione è emersa una maggioranza divisa sull’argomento. E anche all’interno della giunta si registrano divergenze. Gli assessori all’urbanistica e all’edilizia privata Stefano Civitarese e Loredana Scotolati sono apparsi, su posizioni opposte ieri in commissione. Il primo assolutamente contrario, come del resto il sindaco Marco Alessandrini, alla realizzazione di abitazioni su quel tratto della riviera sud. La seconda, invece, favorevole. E, vista la situazione imbarazzante, dalla maggioranza si è levata più di una richiesta di ritirare la delibera, peraltro, definita dagli stessi assessori «sbagliata» e «perfettibile». Il presidente della commissione Ivano Martelli ha accolto al volo le richieste e ha annunciato il ritiro del provvedimento. «Non avrei difficoltà a far votare la delibera anche se è noto che io sono contrario a questo intervento», ha spiegato, «ma, per correttezza nei confronti dei consiglieri che lo hanno chiesto, non metterò in votazione il documento». Questa è la conclusione di una seduta ad altissima tensione, in cui si sono registrati in più occasioni durissimi scontri verbali tra consiglieri della maggioranza e dell’opposizione. Il clima si è fatto subito acceso quando la Scotolati ha ammesso di non essere contraria alla realizzazione di appartamenti sulla riviera sud, facendo comunque presente di avere una posizione divergente rispetto ad altri suoi colleghi di giunta. «Si tratta di poche abitazioni che non cambiano gli obiettivi dell’amministrazione per quell’area», si è giustificata. E ironizzando la Scotolati si è detta pronta alle dimissioni. Civitarese ha preso le distanze dalla sua collega, esprimendo anche dubbi sul fatto di votare la delibera prima della sentenza. «Io sono profondamente contrario alle case in quel tratto di riviera», ha affermato, «la posizione della giunta, del resto, è stata già espressa con gli atti di indirizzo approvati prima di Natale». A questo punto i consiglieri di opposizione sono insorti. «Scotolati e Civitarese sono in totale disaccordo tra loro», hanno fatto notare capogruppo e vice di Forza Italia Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco, «ma hanno rivelato che la delibera è sbagliata, mancando tutte le valutazioni urbanistiche. La Scotolati, che ha firmato quella delibera, si è dichiarata favorevole alla costruzione delle case sul mare per poi dirsi pronta alle imminenti dimissioni. Sul piano politico appare chiara la strategia della giunta Alessandrini di non permettere al consiglio comunale di esprimersi». «C’è una scollatura tra sindaco, assessori, consiglio e dirigenti», ha osservato il capogruppo di Pescara in Testa Guerino Testa, «ogni volta che l’amministrazione porta un provvedimento importante si spacca».

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