«Stop alle chiacchiere, l’ospedale muore»

21 Giugno 2017

Popoli, il movimento “Avanti tutta” rilancia la battaglia a difesa dei reparti sanitari. Sabato la protesta

POPOLI. Il movimento Avanti tutta indietro non si torna, nato per difendere l'ospedale cittadino, chiama tutti i popolesi a raccolta per una nuova manifestazione annunciata per sabato prossimo. Sarà organizzato un corteo, che si snoderà lungo le vie di Popoli, a partire dalle 9 fino alle 10.30.
«La protesta continua» assicura Luigi Liberatore, medico, uno dei principali attivisti del movimento, «poiché la direzione generale della Asl «nella stesura dell'Atto aziendale, non ha rispettato né quanto concordato durante l'incontro del 7 aprile scorso, alla presenza del governatore Luciano D'Alfonso e del manager Antonio Mancini, né le nuove disposizioni di legge contenute nel decreto sisma. L'ospedale di Popoli» va avanti Liberatore, «non è ancora salvo come qualcuno sta facendo credere ai cittadini: se l'Atto aziendale resterà quello proposto finora, per i reparti del nostro ospedale non ci sarà alcun futuro, la spoliazione continuerà senza alcun ostacolo. Insomma, non c'è più tempo. Non si può aspettare oltre, bisogna smetterla con quei politici che invece di inseguire le sollecitazioni e il bene della collettività, si inseguono tra loro per attribuirsi meriti inesistenti. Il nostro movimento cittadino»afferma ancora Liberatore «chiede al presidente D'Alfonso di prendere atto delle istanze dei cittadini e di adottarle nell’interesse di tutti i residenti del Centro Abruzzo. La manifestazione di sabato è importantissima per fare chiarezza su chi vuole o meno la salvezza dell'ospedale».
Ciò che manca, e che si appalesa sempre più con urgenza, sono le trasformazioni delle unità operative semplici (Uop), come Radiologia, Cardiologia e il Centro trasfusionale, in unità operative semplici dipartimentali (Uosd), che consentirebbe di renderle autonome. «Ci sono reparti sprovvisti di medici. Almeno per le emergenze» spiega Liberatore «al momento ne occorrerebbero 4 a fronte di una normalità che ne richiederebbe, nei vari reparti, una decina». A Popoli, non si spiegano come, le 64 assunzioni di medici, annunciate in questi giorni dal direttore generale Mancini, non contemplino assegnazioni per l’ospedale di Popoli. Di personale infermieristico ne occorrerebbe molto di più, cosi come di quello tecnico.
«Chideremo atti formali» riprende Liberatore. «Questa volta, non ci accontenteremo di promesse. Non vogliamo che i 36 mesi di proroga del decreto sisma lascino nell'inedia il nostro ospedale. Che, al contrario di quanto si afferma in alcuni ambienti politici, non è affatto salvo. Anzi, va verso la direzione opposta». La manifestazione sarà un'occasione per informare i cittadini della proposta di legge regionale di iniziativa popolare che il movimento sta preparando per la salvaguardia dell'ospedale e di una raccolta di firme (almeno 5 mila) a sostegno dell'iniziativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA