Stop allo scontro su Ambiente: oggi si vota il piano di Masci

Il consiglio comunale boccia tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione per fare ostruzionismo Via alla modifica dello statuto per consentire a Pescara di eleggere un altro componente del cda
PESCARA. Lo scontro su Ambiente spa è, almeno per il momento, terminato. Ieri mattina, il consiglio comunale ha bocciato tutti i 106 emendamenti presentati dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle per cercare di bloccare la delibera, voluta dal sindaco Carlo Masci, che prevede una modifica allo statuto per consentire al Comune di Pescara di eleggere tre componenti, anziché due, su un totale di cinque, del consiglio di amministrazione della società dei rifiuti. Stamattina, il consiglio comunale tornerà a riunirsi per approvare la delibera.
In questo modo, il capoluogo adriatico avrà il quasi totale controllo del ponte di comando di Ambiente, un’azienda municipalizzata che fattura 22 milioni di euro l’anno. Un’operazione che ha suscitato, oltre alle critiche dell’opposizione, anche le proteste di diversi sindaci della provincia soci della spa.
Ma il via libera al piano di Masci è ormai scontato. Ieri tutti gli emendamenti, presentati in gran parte a scopo ostruzionistico, sono decaduti o respinti dall’aula. La maggioranza è apparsa compatta nel votare contro le richieste di modifica preparare dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle. Ma quest’ultimo non ha messo fine alle polemiche. Ieri, in una conferenza stampa che si è svolta durante una pausa della seduta del consiglio comunale, i consiglieri M5S sono tornati ad accusare il sindaco di voler assumere il totale controllo della società. «Il centrodestra», hanno detto, «manovra per trasformare una società municipalizzata in una Masci spa». «Il nostro obiettivo», hanno spiegato, «è fermare ogni decisione in merito alla modifica della composizione del consiglio di amministrazione di Ambiente in attesa di poter condividere i contenuti anche con Montesilvano e Spoltore, in ottica della nascita della Nuova Pescara e predisporre un tavolo di confronto per definire un nuovo comitato di controllo analogo che sia davvero garante degli interessi pubblici».
Dello stesso avviso il centrosinistra. «L’interesse di Pescara», ha detto durante il suo intervento il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «deve essere quello di rafforzare il servizio pubblico e renderlo sempre più efficiente. Crediamo che anche in vista della nascita del Comune della Nuova Pescara vada fatta una verifica mettendo i Comuni soci attorno ad uno stesso tavolo e discutere con loro sulle strategie per rafforzare la società, il territorio e la sostenibilità del servizio in chiave economica e ambientale». «Mettere tutti gli altri davanti al fatto compiuto di una proposta sostanzialmente unilaterale», ha concluso il capogruppo, «rischia di generare il fuggi-fuggi dei Comuni minori, capaci di minare alle fondamenta il futuro del servizio pubblico, a tutto vantaggio di eventuali privati».

