Stop allo stato d’emergenza In due anni 315mila contagi

Verì: «È stata un’esperienza drammatica». Marsilio: «Ma bisogna proteggersi ancora»
La fine dello stato di emergenza è l’occasione per fare un bilancio della pandemia da Covid: in Abruzzo, nei due anni di lotta contro il virus, sono stati 314.806 i casi di Covid 19 registrati in due anni, 270mila i guariti e più di tremila i decessi. Mentre l'85% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale. E ora l’Abruzzo, come il resto d’Italia, potrà gradualmente tornare alla normalità.
Il primo caso di Covid scovato in Abruzzo risale al 27 febbraio 2020; il primo decesso all'inizio di marzo di due anni fa.
Nella prima ondata, quella del lockdowd durissimo, in Abruzzo, i casi registrati in totale furono appena 3.780, solo l'1,2% del totale accumulato . Il 66 per cento dei contagi accertati, cioè 205.903, riguarda infatti il periodo dal primo gennaio 2022 ad oggi.
Il record assoluto di contagi registrati in un solo giorno nella nostra regione c'è stato l'8 gennaio scorso, con 5.479 casi.
«L'emergenza Covid», ha detto l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, «è stata un'esperienza drammatica, ma anche un grande stress-test per l'intero sistema ospedaliero e territoriale della nostra regione che, nonostante le difficoltà, è riuscito a rispondere in modo adeguato all'assistenza di oltre 300mila cittadini che hanno contratto il virus».
Nonostante il tragico bilancio dei due anni di pandemia, l’assessore Verì ha provato a guardare l’altro lato della medaglia. «La pandemia ha dato anche una spinta decisiva a tante iniziative che stentavano a decollare e mi riferisco soprattutto all'innovazione tecnologica in sanità e a tutta una serie di servizi telematici (dalla ricetta dematerializzata al cup online, fino alla scelta e revoca del medico) sui quali in Abruzzo si registrava un ritardo di anni».
DATI ANCORA PREOCCUPANTI
Nonostante la fine dello stato di emergenza, i numeri in Abruzzo restano alti e l’emergenza è finita solamente sulla carta (come spieghiamo nell’articolo in basso).
Nonostante questo, il governo ha deciso di allentare le misure restrittive da oggi.
«Il numero contagi è ancora elevato ma non si traduce in una pressione sugli ospedali sproporzionata», ha spiegato il presidente della Regione, Marco Marsilio, «speriamo che questa convivenza con la pandemia possa durare. Se le nuove varianti si dimostreranno meno letali e aggressive, si può trovare un punto di equilibrio tra la tutela della salute e la vita civile. Ovviamente, rilancio l’appello a mantenere le precauzioni che conosciamo per evitare di subire qualche colpo di coda di questo virus».
Dall'autunno 2020, quando entrò in vigore il sistema delle zone a colori, l'Abruzzo è finito diverse volte in zona rossa e numerose sono state le restrizioni imposte a livello locale, su suggerimento del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), per arginare la corsa del virus. Dallo scorso 7 marzo la regione è in zona bianca, ma da oggi, con la fine dello stato di emergenza, il sistema dei colori va in pensione e scatta l’allentamento delle restrizioni anti-contagio.
LE NUOVE REGOLE
Tra le misure principali, c’è la fine della quarantena preventiva per chi ha avuto contatti con positivi al Covid ma non è stato contagiato.
Chi ha contratto il virus, infatti, dovrà restare in autoisolamento fino all’esito negativo di un tampone dopo almeno 7 giorni (il periodo si allunga a 10 per chi non è vaccinato). Chi invece ha avuto un contatto con un positivo deve osservare 10 giorni di autosorveglianza: può uscire e andare al lavoro ma solo indossando una mascherina di tipo Ffp2. Inoltre gli Over 50 non vaccinati potranno tornare al lavoro con un semplice tampone negativo. Ma non sono le uniche novità in vigore da oggi.
SENZA IL GREEN PASS
Sparisce l’obbligo di mostrare qualsiasi certificazione verde sui mezzi di trasporto pubblico locale, negli alberghi, nei negozi che non vendono prodotti essenziali (quindi anche di abbigliamento e tabaccherie), negli uffici pubblici, nelle banche e negli uffici postali anche per ritirare la pensione, ma anche per la consumazione all’aperto nei bar e nei ristoranti.
DOVE RESTA
IL GREEN PASS BASE
Il Green pass “base”, cioè quello che si ottiene anche con il semplice tampone negativo, sarà necessario fino al 30 aprile per utilizzare i mezzi di trasporto a lunga percorrenza e per consumare al chiuso in bar e ristoranti. Ma il Green pass base servirà anche per accedere agli eventi sportivi all’aperto (con stadi e palazzetti di nuovo pieni al 100%), dove però bisognerà ancora indossare la mascherina Ffp2.
CON IL SUPER GREEN PASS
Il super Green pass – chiamato anche “rafforzato”, cioè quello che si ottiene soltanto con il vaccino o la guarigione recente – servirà ancora per entrare nelle piscine, nelle palestre, nei cinema, teatri, discoteche, palazzetti dello sport e per fare sport di quadra.
LE NOVITÀ A SCUOLA
Da oggi anche le scuole faranno un altro balzo verso la normalità. Innanzitutto, sparendo la quarantena preventiva per i contatti dei positivi, anche gli studenti non andranno più in didattica a distanza dopo il contatto con un positivo. La didattica a distanza resta soltanto per gli studenti contagiati, che potranno tornare in classe dopo un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo. Per quanto riguarda l’intera classe, la dad è prevista solo con almeno quattro casi di positività nella sezione. Resta obbligatorio utilizzare mascherine chirurgiche a scuola tranne per i bambini fino a sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità particolari. Sarà possibile svolgere uscite didattiche e viaggi d’istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive. Fino al 30 aprile si potrà entrare a scuola solo esibendo il Green pass ”base”.
TORNA A SCUOLA
IL PERSONALE NO VAX
Novità anche per i lavoratori non vaccinati: da oggi possono tornare a scuola. Ma fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per chi lavora nell’istruzione e per questo i docenti non vaccinati non potranno tornare a insegnare, ma possono essere impiegati in altre funzioni: programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione.
Questione diversa per il personale Ata e i dirigenti scolastici. Anche qualora non fossero vaccinati, possono essere riammessi in servizio per le loro attività ordinarie.

