Stop arrivi dopo il blocco stradale

16 Aprile 2015

Palmoli, la decisione dopo la protesta sulla Provinciale da parte di 15 immigrati

PALMOLI. Al posto dei 15 immigrati espulsi dal centro di accoglienza di Palmoli non arriveranno altri profughi. Questa per il momento è la decisione delle autorità preposte dopo il blocco della strada martedì scorso.

A infuocare gli animi organizzando la protesta degli immigrati sulla strada provinciale sono stati cinque profughi del Mali già espulsi da altri centri di accoglienza. Recidivi. Ed è su questo che ora in tutto il Vastese lievita la protesta della popolazione. Diversi gli interventi politici.

«Fino ad oggi il comportamento degli ospiti nell'ex convento di Palmoli era stato esemplare. L'arrivo dei cinque immigrati del Mali ha agitato gli animi», confermano in paese. Sta di fatto che martedi mattina in quindici hanno bloccato la Provinciale formando barricate con cassonetti dell'immondizia, massi e oggetti vari per protestare, anche con cartelli politicamente “ispirati” (“Legge sull’immigrazione” si leggeva in uno di essi) contro i tempi ( a loro dire esageratamente lunghi) per l'ottenimento dello status di rifugiato politico.

Dopo l'allontanamento da Palmoli andranno in un altro centro e poi al Cie per l'espulsione. Il centro di accoglienza di Palmoli è gestito dal consorzio di cooperative Matrix. Fino ad oggi non si era registrato nessun problema. Il clima di tensione e i disagi che martedi mattina hanno esasperato i pendolari e gli studenti hanno rovinato tutto.

Il sindaco Giuseppe Masciulli ha fatto sapere che la Prefettura aveva chiesto altra ospitalità, ma dopo quello che è successo almeno per il momento Palmoli non accetterà più nessuno.

I primi profughi sono arrivati sei mesi fa . Attualmente sono spalmati nei centri di accoglienza di Palmoli, Lentella, Carunchio e Schiavi d'Abruzzo. Si occupano dei lavori socialmente utili, così come previsto dall'accordo raggiunto con la prefettura.

«Chi dobbiamo ringraziare se a Palmoli i profughi hanno occupato la strada dei pendolari?», chiede in una nota Davide D'Alessandro. «Non sono situazioni più sostenibili. Le cooperative possono dire ciò che vogliono, ma il nostro territorio va difeso, non occupato».

Noi che con Salvini abbiamo riempito mille piazze d'Italia con i gazebo e raccolto tante firme per chiedere asilo politico, proprio come i clandestini, denunciamo con forza lo stato di malessere e di abbandono della nostra gente. Chi pensa di poter riempire le nostre città con i profughi si sbaglia di grosso, anche perché c'è profugo e profugo. I 5 immigrati del Mali erano già stati espulsi», annota D'Alessandro. «Quando il sindaco Masciulli dice che devono andare via, dice bene. Ha il nostro appoggio. Meglio tardi che mai».©RIPRODUZIONE RISERVATA