«Strada della Bonifica, canale mai pulito»

20 Ottobre 2014

L’allarme dei residenti: nessun intervento da dieci anni, le nostre case invase dall’acqua e nel canalone topi e serpenti

PESCARA. «Sono decenni che nessuno si occupa della pulizia di questo canalone, qui stanno aspettando che torni un’alluvione e come lo scorso anno ci ritroveremo due e metri e mezzo d’acqua dentro le nostre case». Questo il grido di allarme che lanciano alcuni residenti di strada della Bonifica, ai numeri civici 48-52, che denunciano la mancata attività di manutenzione del canale della Bonifica (un affluente del fosso Vallelunga), un’opera esistente alle spalle delle loro case e parallela alla strada, costruita ormai diversi decenni fa che serve per far defluire le acque piovane.

La questione è che da tempo immemore non si vede nessuno occuparsi della pulizia di quel canalone che risulta invaso dall'alta vegetazione composta da alberi, canne e piante di vario tipo ed è attraversato da acque putride e melma di color verde. Altro aspetto da tenere in considerazione è il fatto che negli ultimi anni tante delle nuove costruzioni realizzate lungo la strada hanno ricoperto interi tratti del canale della Bonifica, bloccando di fatto il naturale percorso. Il problema, oltreché agli allagamenti delle abitazioni in caso di un nuovo nubifragio, è che gli argini in cemento armato del vecchio canalone non sono più impermeabili e l’acqua penetra nel terreno e, a causa del normale effetto a cascata, arriva fin dentro le case attraverso le fondamenta fuoriscendo dai pavimenti piano terra dove ci sono garage e scantinati.

«Il due dicembre dello scorso anno», ricordano Antonella Di Domizio e suo padre, «si è allagato tutto perché il canale ha sboccato e ci siamo ritrovati due metri e mezzo di acqua nello scantinato. Da sessanta anni viviamo qui e una cosa del genere non era mai successa. Il discorso è che qui non viene mai nessuno a pulire. Siamo stati costretti, per tre giorni, a togliere l'acqua a nostra spese dopo l’acquisto di tre pompe idrauliche. Portammo le foto ai competenti uffici comunali ma ci risposero che non c'erano soldi. Per quanto è intasato il canale l'acqua ha iniziato a infiltrarsi da sotto alle fondamenta. Poi questo rimane un canale senza recinzione e qualche bambino potrebbe finirci dentro». Nello scantinato dei Di Domizio in effetti fuoriesce acqua dal pavimento: «Questo accade», spiegano, «quando la pompa che tira acqua fino ai due metri si blocca. In pratica non si arriva mai ad asciugare. Non si capisce come non si possa pulire il canale. Chiediamo che qualcuno venga a bonificare il canale prima che ci sia un nuovo allagamento».

Altra problematica è la presenza diffusa di animali selvatici, topi e serpenti in primis, come racconta Osvaldo Zuccarini: «Avevo perdite in casa e facendo controllare abbiamo scoperto che le pantegane avevano mangiato i tubi di scarico. La beffa di tutta questa situazione è che però ogni anno mi mandano il bollettino da pagare per la manutenzione del canale della Bonifica, ma qui mai nessuno è venuto». Problemi anche in via Moscardelli dove il fosso è pericolosamente accessibile da chiunque, anche dai bambini, attraverso un terreno comunale lasciato con il cancello aperto. Inoltre, al posto di un muretto di recinzione che divideva la strada dal sottostante fosso, da molti anni il Comune ha lasciato solo due transenne ormai instabili e pericolose.

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