«Strada Palazzo, c’è il rischio di frane»

30 Agosto 2014

Riapre il cantiere per la manutenzione della via dei Colli ma i residenti lanciano l’allarme: rimossa la scarpata naturale

PESCARA. I lavori, iniziati il 15 luglio del 2013, sarebbero dovuti terminare entro 180 giorni ovvero sei mesi, entro gennaio di quest'anno. Invece siamo ormai prossimi a settembre, ma il cantiere di strada del Palazzo è ben lontano dall'essere chiuso e nonostante siano già passati oltre tredici mesi, il lavoro sembra non essere stato nemmeno eseguito a regola d'arte.

Il cantiere, come riferiscono i cittadini, sarebbe stato chiuso a ridosso delle elezioni e riaperto solo lunedì scorso. L'appalto, di un importo di oltre 206mila euro, prevedeva la manutezione straordinaria di via Pollione, via Stradonetto, via Salara Vecchia e strada del Palazzo. Proprio quest'ultima è oggetto di diverse proteste da parte dei residenti che, l’altro ieri, sono stati anche ricevuti dal sindaco Marco Alessandrini, dal suo vice e assessore ai Lavori pubblici Enzo Del Vecchio e da alcuni tecnici comunali.

Il problema principale riguarda il lato destro della strada, in corrispondenza di un paio di case, dove è stata rimossa una piccola scarpata naturale che scendeva fino alla sede stradale per fare un muro verticale di terra (alto circa tre metri) senza più piante e relative radici che adesso, secondo l'ordine dei lavori, dovrebbe essere “contenuto” da un muretto alto appena novanta centimetri. La differenza è lampante con l'altro lato della strada dove il terreno è stato contenuto con dei pannelli in cemento prefabbricati alti quasi due metri e ornati di cordolo in cima. «Questa situazione è davvero scandalosa e vergognosa», sottolinea l'architetto Paolo Cotugno, residente al numero civico 44 di strada del Palazzo, «hanno distrutto e rimosso la scarpata naturale che si teneva senza problemi grazie alle radici delle piante per creare questo muro di terra che solo a toccarlo viene giù. E pensano che un muretto di novanta centimetri possa servire a contenere. Personalmente ho diffidato a voce sindaco e vice sindaco dall'andare avanti con i lavori e lo farò ufficialmente anche nelle sedi competenti. Non mi assumo alcun tipo di responsabilità, presente e futura, se il terreno dovesse cedere e invadere la carreggiata stradale causando danni a cose e persone. E non mi possono nemmeno rispondere che sono rimasti solo tremila euro per completare i lavori quando questo tratto non era nemmeno ricompreso nell'appalto, anche per un fatto estetico rispetto al resto della strada. Mi riservo anche di citare per danni il Comune».

«Il problema», spiegano Alessandrini e Del Vecchio, «risiede nei muri di contenimento di una sezione stradale, muri che la precedente amministrazione ha realizzato di una misura inferiore a quella utile per assicurare la stabilità dei terreni soprastanti, ci sono anche delle case, e di stile difforme da quelli già realizzati, a causa della indisponibilità delle risorse necessarie. Abbiamo rassicurato i cittadini sul massimo impegno che l'attuale amministrazione metterà per risolvere il problema, verificando con i progettisti e impresa l'entità dei lavori e se sarà possibile portarli a termine in sinergia con gli altri e in linea con lo stile di quelli già eseguiti».

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