Strada parco e passi carrabili, il Tar ora dà ragione ai residenti

Annullato il provvedimento con cui il Comune aveva disposto i divieti ai condomini di via Bevilacqua. Per i giudici non si è tenuto conto della filovia e delle prescrizioni ministeriali sull’uso dei semafori
MONTESILVANO. Nuovo colpo di scena nella vicenda dei passi carrabili sulla strada parco di Montesilvano. Il Tar Abruzzo, sezione di Pescara, ha annullato il provvedimento con cui il Comune della città adriatica aveva vietato l’accesso carrabile ai residenti del condominio Bevilacqua su viale della Liberazione, riaprendo una partita che, almeno apparentemente, sembrava ormai chiusa dopo l’installazione del semaforo e l’entrata in funzione della filovia. La decisione arriva al termine di un lungo contenzioso avviato nel dicembre 2023, quando un’ordinanza della polizia locale dispose la revoca dei passi carrabili lungo la strada parco, impedendo ai residenti con garage o aree private di accedere con le auto.
Con quel provvedimento gli altri accessi carrabili lungo il tracciato vennero progressivamente chiusi, nell’ottica di garantire la sicurezza della futura linea filoviaria e lasciando come unico punto ancora oggetto di contestazione proprio quello del condominio Bevilacqua, alle spalle del PalaRoma. I residenti, trovandosi di fatto privati della possibilità di accedere alla propria abitazione, si erano rivolti al giudice amministrativo per far valere le proprie ragioni. In una prima fase, il Tar di Pescara aveva respinto il ricorso, ritenendo che non vi fosse un vero e proprio passo carrabile autorizzato, e quindi nemmeno un interesse concreto da tutelare. Una decisione che aveva segnato un primo punto a favore del Comune ma che è stata successivamente ribaltata nel 2025 dal Consiglio di Stato.
I giudici di secondo grado, accogliendo l’appello dei residenti, assistiti dall’avvocato Matteo Di Tonno, avevano infatti riconosciuto l’esistenza dell’autorizzazione al passo carrabile risalente al 2011, rinviando nuovamente la questione al Tar. Ora il tribunale amministrativo, riesaminando il caso alla luce di quella pronuncia, ha dato ragione ai cittadini, ritenendo illegittima la determina del novembre 2023 con cui il Comune aveva disposto il divieto di transito veicolare e la revoca dell’accesso carrabile. Secondo i giudici, l’atto si basava su un presupposto errato, cioè che l’accesso non fosse autorizzato, circostanza smentita proprio dal Consiglio di Stato.
Inoltre il Comune non avrebbe tenuto conto delle prescrizioni ministeriali legate alla realizzazione della filovia, che prevedono, in presenza di passi carrabili, la regolazione del traffico tramite semafori e non la loro soppressione. Nel frattempo, anche sul piano pratico, si era tentata una soluzione con l’installazione di un semaforo a chiamata, proprio all’altezza del parcheggio del PalaRoma, per consentire ingressi e uscite. Un intervento individuato come soluzione meno onerosa rispetto ad altre ipotesi più invasive, come l'ampliamento di via Fortore, ma che ora potrebbe essere rimessa in discussione alla luce della nuova decisione dei giudici.
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