Calcio

Il commentone della 31esima giornata di Serie A

7 Aprile 2026

Il Napoli batte il Milan al Maradona e resta a -7 dall'Inter, divenendo però l'antagonista principale dei nerazzurri. La capolista non sbaglia, sconfiggendo la Roma per 5-2 dopo un mese complicatissimo, mentre i giallorossi sono ora distanti 4 punti dal quarto posto, con il Como che sente la pressione sempre crescente della Juventus. Sembra ormai scritto, invece, il destino di Verona e Pisa, entrambe a 18 punti e ultime in classifica

Sassuolo vs Cagliari

La 31esima giornata si apre con Sassuolo e Cagliari in campo. Inizio aggressivo del Casteddu, che cerca un successo distante ben 8 partite (5 sconfitte e 2 pareggi nelle ultime 7). La pressione dei rossoblu risulta però vincente al minuto 26’, con un episodio che cambia tutto: Esposito viene servito con un bel lob da parte di Folorunsho, rientra ai danni di Idzes ma Muric la fa sua. Il direttore di gara Chiffi viene però richiamato al monitor per un possibile fallo di mano proprio dell’indonesiano: infatti, l’ex capitano del Venezia sposta il pallone con il dorso della mano, impedendo all’attaccante italiano di concludere da posizione ravvicinata. Dagli 11 metri va proprio Sebastiano Esposito, che riesce a trasformare la massima punizione nonostante Muric avesse intuito le sue intenzioni. Si chiude così la prima frazione di gioco, con gli isolani in vantaggio di un gol. Ma in avvio di ripresa colpo di scena: corner a rientrare di Berardi e Mina allontana, con Ulisses Garcia che fa sua la respinta, aggancia con il petto e fa partire un tiro precisissimo, che si infila all’angolino. Primo gol in Italia per l’ex Young Boys e Marsiglia, che ha iniziato con il piede giusto la nuova avventura. Passano i minuti e si fatica a trovare il varco giusto, ma al 78’ la rimonta può dirsi completata: lancio lungo di Garcia, tacco volante di Thorstvedt e anticipo secco di Bakola ai danni di Sulemana, che favorisce Pinamonti: l’ex attaccante dell’Inter controlla spalle alla porta, se la sposta e poi chiude la conclusione sul primo palo, non lasciando scampo a Caprile. Ottava rete in campionato per il 99, che decide il match. Nel recupero la formazione di Pisacane ha anche la possibilità di pareggiare, ma Obert non approfitta dell’uscita fuori tempo di Muric, mancando il bersaglio a porta praticamente vuota. Il Cagliari non vince più, mentre continua a correre il Sassuolo, che vuole provare a sorpassare Lazio e Bologna nella volata finale.

Verona vs Fiorentina

Alle 18 va in scena una sfida salvezza delicatissima: Verona-Fiorentina. È probabilmente l’ultima chiamata per gli uomini di Sammarco, che occupano l’ultima posizione a pari punti con il Pisa. Ci prova subito, però, la viola, che dopo 4 minuti va vicinissima al vantaggio: ottima giocata di Ndour che libera Gudmundsson, il cui tiro viene respinto da Edmundsson: il pericolo non viene però sventato e il pallone diventa buono per Fagioli, che scheggia la traversa dopo un tiro splendido. Gli scaligeri tirano un sospiro di sollievo e riescono a resettare velocemente, costruendo buone opportunità: all’11’ ci prova Bernede, al 31’ bella conclusione di Orban e al 38’ missile di Oyegoke, con De Gea costretto agli straordinari in tutte e tre le occasioni. La ripresa è più povera di chances rispetto ai primi 45 minuti, con i gialloblu che cercano di sfruttare il fattore casa ma non impensieriscono la retroguardia toscana. Anche in questo caso l’incontro viene deciso da un episodio: l’arbitro Guida interrompe una ripartenza dei padroni di casa perché Fagioli era rimasto a terra, sebbene l’ex Juve non avesse subito un colpo alla testa. Il gioco riprende con la sfera che viene scodellata, ma il possesso cambia rapidamente: riparte allora la squadra di Vanoli, con Harrison che sbaglia il primo tocco ma poi rimedia in un secondo momento, appoggiando proprio per Fagioli: la conclusione del 44 scheggia prima il palo e poi termina in fondo alla rete, risultando imparabile per Montipò. Proteste furibonde della panchina veneta, che non riesce a digerire la scelta del direttore di gara. Da segnalare, inoltre, una doppia espulsione al minuto 85: Gudmundsson sembra non rispettare pienamente la distanza su un calcio di punizione dal limite e Suslov lo spinge via, con i due che si allacciano e si tirano per la maglia: cartellino rosso sventolato all’indirizzo di entrambi. Vittoria di fondamentale importanza per De Gea e compagni, che salgono a +5 sulla zona retrocessione, mentre sembra ormai a un passo la Serie B per il Verona, che ha raccolto solamente 18 punti in 31 partite fin qui.

Lazio vs Parma

In serata si affrontano Lazio e Parma. Avvio propositivo della squadra di Cuesta, che al 15’ la sblocca: calcio di punizione di Valeri che resta in zona pericolosa, con Delprato che arriva per primo sul pallone vagante e con il collo del piede lascia di sasso Motta. Rete molto importante del capitano gialloblu, la seconda in questo campionato dopo quella al Milan, per cercare di aumentare il margine sulla terzultima posizione. Ma i crociati continuano a spingere e, al 44’, Motta si supera: gran palla di Britschgi a rimorchio per Valeri, con il classe 2005 che toglie il pallone dall’incrocio dei pali. Nella ripresa cala l’intensità e i padroni di casa provano, con la qualità, ad affacciarsi più spesso dalle parti di Suzuki. In realtà le occasioni scarseggiano, ma al minuto 77 cambia il parziale: uno-due tra Noslin e Taylor, con l’ex Verona che mette fronte alla porta: il 14 ce l’ha sul destro ed è anche fortunato, con la deviazione decisiva di Circati che mette fuori causa il proprio portiere. Dopo aver deciso l’andata, Tijjani Noslin si rivela determinante anche al ritorno, con Lazio e Parma che si dividono la posta in palio.

Cremonese vs Bologna

La domenica di Pasqua inizia allo Zini, con la sfida tra Cremonese e Bologna. Che inizio della formazione di Vincenzo Italiano, che in un quarto d’ora indirizza immediatamente la partita: dopo 3 minuti cross molto profondo di Miranda per Joao Mario, che al volo schiaccia la conclusione e trova un gol splendido, il primo in campionato in maglia rossoblu. E al 16’ arriva il raddoppio: grande apertura di Moro per Miranda, che arriva sul fondo e mette a rimorchio: sul pallone arriva, puntuale, Rowe, che buca Audero, non perfetto nella circostanza. Uno-due letale dei felsinei, in appena 13 minuti. La Cremo fatica a reagire, con gli ospiti che sfiorano anche il 3-0 a fine primo tempo: Moro batte un calcio di punizione magistrale, che si stampa però sulla traversa. I grigiorossi nella ripresa cercano di riaprire i giochi, ma un super Ravaglia interrompe sul nascere le speranze avversarie. Nel finale succede però di tutto: al 91’ Floriani Mussolini conquista un calcio di rigore che poi Bonazzoli trasforma alla perfezione, ma nel recupero si gioca pochissimo: Rosario Abisso perde completamente il controllo della partita, espellendo prima Maleh (correttamente) per un fallo di reazione e poi tirando fuori due cartellini gialli in meno di 30 secondi nei confronti di Ferguson, con soprattutto il secondo provvedimento disciplinare che sembra troppo severo. Torna a vincere il Bologna dopo il ko casalingo contro la Lazio, mentre Giampaolo perde per la prima volta da quando siede sulla panchina della Cremonese.

Pisa vs Torino

Alle 18 va in scena Pisa-Torino, con la sfida che sembra una vera e propria ultima chiamata per i nerazzurri di restare in Serie A. È il match che regala meno emozioni di tutto il weekend, con le due squadre che non riescono a prevalere l’una sull’altra e faticano a trovare trame di gioco promettenti. La chance più grande per le Torri arriva al 59’, con Tramoni che riconquista palla ai danni di Coco e si invola verso la porta avversaria: il 10 sbaglia però la cosa più semplice, cioè il passaggio laterale per Stojkovic, che avrebbe potuto insaccare a porta vuota. Anche i granata non sono nella loro giornata migliore, ma all’80’ sbloccano il parziale: ottimo cross arcuato di Ebosse, con Pedersen che arriva puntuale ma colpisce male, favorendo in qualche modo la deviazione sottoporta di Adams. Il quinto gol in campionato di Che Adams decide così la sfida, condannando il Pisa a una retrocessione ormai a un passo.

Inter vs Roma

In serata si affrontano Inter e Roma, nel primo big match della giornata. È anche una sfida nella sfida, con Chivu che affronta il proprio passato (124 presenze in maglia giallorossa) così come Gasperini, la cui parentesi sulla panchina nerazzurra è stata più che negativa (5 gare, nessuna vittoria ed esonerato a fine settembre della stagione 2011/2012). Il Biscione vuole lasciarsi alle spalle un mese difficilissimo, in cui non è riuscito a trovare il successo e ha visto ridursi il margine di vantaggio sul secondo posto da 10 a 6 punti. L’inizio dei padroni di casa è furibondo, con l’equilibrio che dura appena 60 secondi: ottima imbucata di Akanji per Thuram, che punta N’Dicka, rientra sul mancino e mette in mezzo per Lautaro, bravissimo a passare davanti a Celik e a infilare Svilar di potenza. Riecco la Thu-La, con Thuram che sembra rivitalizzato dal gol con la nazionale francese e con il Toro che rientra dopo un mese e mezzo ai box per infortunio. Ora la Beneamata vuole sfruttare il momento di difficoltà della Lupa e preme sull’acceleratore: al 13’ è necessario un super intervento di Svilar sul primo palo, con sempre Lautaro protagonista. Ma con il passare dei minuti esce la qualità anche della Magica, che pian piano guadagna metri. Ed è miracoloso Sommer al minuto 24: ottimo calcio di punizione di Soulé per Malen, con l’estremo difensore svizzero che si arrampica e salva con la punta delle dita della mano di richiamo. Passano però i minuti e i nerazzurri ora faticano maggiormente a costruire le azioni, lasciando spazio agli avversari. Il gol sembra quasi nell’aria e arriva, allo scoccare del 40’: ottima imbucata di Soulé per Rensch, che prende il tempo a Dimarco e crossa in mezzo per Mancini, bravo a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto e a insaccare da pochi passi. Per la mole di gioco creata fino a questo momento, però, il pareggio non può soddisfare i meneghini, che riescono a tornare avanti nel recupero del primo tempo: Zielinski cede il pallone a Calhanoglu, che se la aggiusta e fa partire un missile dai 30 metri, con una traiettoria che cambia direzione all’ultimo e inganna Svilar. Gol sensazionale del turco, il decimo in stagione e il quinto da fuori area, confermando ancora una volta la sua capacità balistica. Nella ripresa non cambia il copione: la capolista riparte così come aveva concluso i primi 45 minuti e i frutti si vedono subito. Un lancio lunghissimo di Akanji è facile preda di Rensch, con Thuram che però gli contende il pallone: contatto non falloso tra i due e il figlio d’arte guida il contropiede: è bravissimo il francese ad aspettare e a servire al momento giusto Lautaro, che da pochi passi batte Svilar siglando la doppietta personale. Passano appena 4 minuti e arriva anche il quarto gol, che di fatto chiude la partita: corner a rientrare di Calhanoglu e splendida girata aerea di Thuram, che in avvitamento torna al gol dopo 67 giorni di digiuno. È tornata la Thu-La e si vede, con la coppia nerazzurra che sembra aver ritrovato i giorni migliori. Al 63’ c’è spazio, inoltre, per il ritorno al gol di Barella, che conclude un’ottima serpentina con una conclusione all’incrocio dei pali, favorito anche da un rimpallo, mentre al 70’ mette la firma Pellegrini, ininfluente ai fini del risultato. Vittoria roboante per la formazione di Chivu, che annienta i giallorossi nella ripresa con 3 gol nell’arco di 11 minuti; sono ormai sempre più ridotte le possibilità per la Roma di entrare in Champions League, con il pesante epilogo di San Siro che potrebbe lasciare strascichi anche dal punto di vista psicologico.

Udinese vs Como

Il match dell'ora di pranzo di lunedì di Pasquetta è Udinese-Como, con i lariani in piena lotta Champions. Ma i biancoblu non giocano la loro migliore partita dal punto di vista tecnico, con tanti errori individuali che spezzano il ritmo e impediscono di dare continuità al loro gioco. Sono invece i friulani a cercare con più insistenza il vantaggio, specie nel primo tempo: servono due attenti interventi di Butez per evitare che le conclusioni di Atta e Kamara non terminino in fondo alla rete. Finisce, dunque, con un noioso 0-0, che frena la cavalcata comasca verso la massima competizione europea. Fa molto parlare però, nella settimana della terza esclusione consecutiva dai mondiali, il poco utilizzo dei nazionali italiani, con solo un azzurro schierato dal primo minuto (Zaniolo) e uno solamente subentrato a partita in corso (Bertola). Sicuramente servirà una riforma per cambiare le radici del nostro calcio e per evitare nuove delusioni, con quest'incontro che realizza un record negativo riguardo al minor numero di azzurri impiegati in un match di questa stagione.

Lecce vs Atalanta

Alle 15 si gioca a Via del Mare, con il Lecce che ospita l'Atalanta. Inizio tattico tra le due squadre, ma con il passare dei minuti la qualità della Dea emerge: prima Falcone è provvidenziale sul piazzato di De Ketelaere, poi però non può nulla sulla grande iniziativa personale di Scalvini, che sigla un gol da vero bomber al minuto 29. E nella ripresa arrivano anche altre reti: Ederson vede annullarsi il 2-0 per un fuorigioco millimetrico, ma al 59' Krstovic sigla il gol dell'ex, lasciato però troppo solo di colpire dalla colpevole difesa giallorossa. Nel finale c'è gioia anche per Raspadori, che concretizza un'ottima azione dei lombardi che sembrava però aver perso l'attimo, scaricando una gran botta sotto la traversa. La squadra di Palladino riesce così a dare continuità alla vittoria interna contro il Verona, portandosi a una sola lunghezza di distanza dalla Roma sesta.

Juventus vs Genoa

Alle 18 scende in campo la Juventus, che può approfittare della sconfitta della Roma e, soprattutto, del pari del Como, con la possibilità di portarsi a -1 dal quarto posto. A differenza delle rivali, i bianconeri avvertono l’importanza della partita e spingono forte sull’acceleratore, sin dai primi minuti: Thuram tenta di riproporre il pallone in area dopo la respinta corta di Frendrup, con Kelly che fa la sponda e Bremer che insacca di testa, fortunato a trovare la deviazione che mette fuori causa Bijlow. Quarto gol in campionato per il brasiliano, la cui lunga assenza nel corso della stagione è stata molto pesante. Passano 13 minuti e arriva immediatamente il raddoppio, firmato da Weston McKennie: il texano allarga per Conceicao e corre a prendere posizione in area, sfruttando l’appoggio a rimorchio proprio del portoghese per battere il portiere. L’ex Schalke 04 è una spina nel fianco per la difesa del Grifone, continuando a inserirsi senza che i rossoblu riescano a prendere le contromisure: al 43’ McKennie sbaglia da pochi passi un comodo tap-in, mentre al 47’ arriva con un pizzico di ritardo sull’ottimo assist di Thuram, con un grande schema da calcio di punizione che non riesce per centimetri. Ma la pressione juventina è alta anche a inizio ripresa, con una grande occasione per David al 48’: il canadese riceve al limite dell’area, si gira e tira senza neanche guardare la porta, colpendo un palo clamoroso. Tanta sfortuna per l’ex Lille, che è protagonista di una stagione senza dubbio negativa, anche se non è mai facile venire in un campionato tattico come quello italiano, ben diverso dalla Ligue 1. Nel secondo tempo cala però il ritmo della Vecchia Signora, che con il passare dei minuti fatica a costruire azioni promettenti come nella prima frazione di gioco: esce fuori allora il Genoa, che alla prima vera occasione conquista un calcio di rigore: dopo un batti e ribatti, Martìn rientra ai danni di Bremer e viene steso, con Massa che in un primo momento comanda il calcio di punizione ma poi, a seguito di overrule, assegna il penalty. Dagli 11 metri va proprio il terzino ex Mainz, che si fa però ipnotizzare da Di Gregorio, subentrato a fine primo tempo all’infortunato Perin: l’ex Monza è bravissimo anche qualche istante più tardi, respingendo una bella volée sempre dello stesso Martìn. Dopo essere stato out un mese e mezzo per scelta tecnica, DiGre si riprende la Juventus, lasciandosi alle spalle un po’ di critiche dopo qualche errore di troppo. Vince, quindi, la Juve, che va a +3 sulla Roma e a -1 dal Como, che ora sente il fiato sul collo da parte della formazione allenata da Luciano Spalletti.

Napoli vs Milan

A chiudere la 31esima giornata un altro big match: Napoli-Milan. È una sfida ad alta tensione, che può determinare l’antagonista numero 1 dell’Inter per questo finale di stagione; ma è anche il duello tra Conte e Allegri, con 10 precedenti che hanno visto uscire vincente per ben 6 volte il tecnico degli azzurri e solamente 2 l’allenatore livornese, con anche 2 pareggi nel mezzo. La gara è prevedibilmente molto tattica, con poche occasioni nei primi minuti: si cerca maggiormente di non subire un gol piuttosto che farlo, per evitare di lasciare grandi spazi agli avversari. Da segnalare, inoltre, una pesantissima assenza dell’ultima ora in casa partenopei: Hojlund alza bandiera bianca all’ultimo per colpa di un virus intestinale, con Giovane chiamato a sostituirlo. I primi 45 minuti possono essere riassunti con un’occasione per parte: provano a battere il primo colpo i campani, con Spinazzola che lascia sul posto Fofana e poi cerca di piazzarla all’incrocio, ma il pallone esce di un soffio. Risponde allora il Diavolo, con Nkunku: ottimo break di Fofana e apertura per il connazionale, che punta Juan Jesus e poi ci prova con il mancino, ma la conclusione manca di precisione. Se possibile, nella ripresa si fatica ancora di più ad arrivare alla porta avversaria, con i cambi che risultano decisivi: Conte la vuole vincere e fa entrare Alisson Santos e Politano, le due armi vincenti. Di fatti il vantaggio partenopeo arriva, al minuto 79: Alisson punta l’uomo e poi serve con un no-look Olivera, che arriva sul fondo a crossare: Maignan non esce e De Winter sbaglia, prolungando la traiettoria per il mancino al volo di Matteo Politano, che di controbalzo trova la seconda gioia stagionale e decide una partita difficilissima. In gare come queste serve proprio un lampo, specie quando le due difese sono così attente. La differenza l’hanno fatta però i due allenatori, con Allegri che sembrava accontentarsi maggiormente del pari rispetto a Conte: entrambi hanno deciso di lasciare in panchina alcuni giocatori importanti (Alisson e Politano da una parte, Pulisic e Leao dall’altra), per cercare magari di vincerla nell’ultimo quarto di gara. Ma se Conte non ha tremato a schierare tutto il suo potenziale offensivo, d’altra parte Max ha effettuato dei cambi troppo tardivi. Il Napoli si prende così lo scontro diretto e resta a -7 dall’Inter, diventando la seconda contendente al titolo; il Milan, invece, abbandona la corsa scudetto, dovendo ora guardarsi le spalle anche da Como e Juventus.

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