Strada parco, via i dossi: ecco l’incidente

Un’auto travolge una donna in bicicletta all’incrocio con via Milite ignoto. E scoppia la protesta
PESCARA. Spariti i dossi per far rallentare le auto, ecco il primo incidente: ieri mattina sulla strada parco, all’altezza di via Milite ignoto, una signora in bici è stata travolta da un suv scuro, che ha attraversato la via ciclopedonale adibita al (futuro) passaggio del filobus investendola in pieno.
Il numero di incidenti sulla strada parco resta, al momento, sotto controllo, ma la vera emergenza post lavori per la filovia è dovuta alla percezione del pericolo, decisamente aumentata stando a quanto raccontato da cittadini e attivisti dell’associazione “Strada parco bene comune”.
«La rimozione dei dossi che costringevano gli automobilisti a frenare prima di attraversare la strada parco, pagata 50mila euro dal Comune, ha fatto venire meno uno dei primi requisiti di sicurezza. In più, va considerato che i semafori installati per segnalare lo stop, quando un giorno passerà sulla strada il nuovo mezzo di trasporto pubblico, sono ancora non funzionanti», ha detto Ivano Angiolelli, presidente dell’associazione, «Va detto, però, che la segnaletica orizzontale c’è e imporrebbe lo stop a chi deve attraversare la strada parco. Molti, però, sono distratti o guidano in modo frettoloso, e così capitano incidenti come quello a cui abbiamo assistito. Ci tengo a raccomandare la massima attenzione anche ai ciclisti, affinché rispettino il codice della strada».
«A fine lavori, dopo tre lustri di ripensamenti e brutte figure, Tua spa riconsegna al Comune di Pescara un’infrastruttura viaria incompiuta, inadeguata ad accogliere il previsto sistema di trasporto rapido collettivo in una sede propria», ha aggiunto con un post polemico sui social Angiolelli, «Le imbarazzanti prove di funzionamento in corso sul tracciato, necessarie a conferire la patente di guida agli autisti, utili a determinare la riconferma di Carlo Masci non basteranno per consentire il superamento dei collaudi tecnici propedeutici al regolare esercizio dell’impianto».
Angiolelli ha evidenziato anche l’assenza di marciapiedi a norma, interamente percorribili e accessibili all’utenza debole, che ha impedito la costruzione di banchine di fermata conformi a un impianto per il Trm, trasporto rapido di massa.(o.d.a.)
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