Strade dissestate, nessuna manutenzione

18 Gennaio 2017

PESCARA. L’emergenza non è ancora passata, ma già si fanno i conti con i “postumi” che le nevicate hanno lasciato sulle strade. Buche, o meglio, autentiche voragini sull’asfalto, che mettono a dura...

PESCARA. L’emergenza non è ancora passata, ma già si fanno i conti con i “postumi” che le nevicate hanno lasciato sulle strade. Buche, o meglio, autentiche voragini sull’asfalto, che mettono a dura prova pneumatici, sospensioni, e le tasche degli automobilisti. Per non parlare delle caviglie dei pedoni. Eppure, spiega Maurizio Vicaretti, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Pescara, le tecniche per realizzare le strade sono ormai ben collaudate, da almeno una cinquantina di anni.

Ingegnere, allora qual è il problema?

«Nel nostro territorio, purtroppo, è diffuso in maniera capillare il fenomeno del dissesto idrogeologico, che si porta dietro frane e cedimenti. Questo, per quanto le riguarda le strade extraurbane. Per le strade in città la problematica è legata alla mancanza di programmazione degli interventi. Non è infrequente che una strada appena realizzata venga riaperta subito dopo per i sottoservizi. Diciamo, comunque, che se il manto superficiale è a posto non succede nulla. Se è rotto, invece, si riempie di acqua, che ghiaccia se la temperatura scende sotto lo zero».

E magari, passandoci sopra con le lame degli spazzaneve viene via tutto…

Tra la lama e la strada c’è una lingua di gomma, non è che i mezzi scendono giù direttamente col ferro… Ma il dissesto, purtroppo, ha una causa molto più semplice, ed è la mancanza di manutenzione. Una volta, se c’era una buca intervenivano gli operai comunali. Oggi, purtroppo, gli enti locali che hanno competenza sulle strade fanno i conti con un gettito che non è più quello di prima. I comuni hanno dei limiti stringenti rispetto alle spese, limiti che non consentono un’attenta manutenzione delle proprie strade. Venti anni fa le cose erano molto diverse». (a.ba.)