Strade e marciapiedi distrutti Comune condannato 13 volte

27 Gennaio 2015

Manutenzione mai fatta, l’amministrazione obbligata a pagare 38 mila euro di danni per le buche L’ente non si presenta in aula per difendersi, i cittadini risarciti senza possibilità di appello

MONTESILVANO. Comune condannato 13 volte per le strade distrutte e la manutenzione dimenticata. C’è chi è caduto con il tandem in una buca «non visibile» lungo via Lussemburgo: il conto è di quasi 8 mila euro per i danni subiti da tutti e due i ciclisti, finiti di faccia sull’asfalto. C’è chi, camminando a piedi in via Gandhi, è caduto sul marciapiedi «apparentemente solido» e che invece si è «scomposto» all’improvviso: altri 5 mila euro di risarcimento danni. C’è chi ha bucato le ruote e danneggiato le «parti meccaniche» della macchina finendo in una «buca non segnalata» di via Fosso Foreste: 3.600 euro di danni. C’è chi ha ritrovato l’auto lasciata in via Moncenisio e l’ingresso del proprio bar in via D’Annunzio distrutti dai rami degli alberi crollati per la neve: totale 8 mila euro. E c’è chi, facendo retromarcia con una Nissan Qashqai, è finito contro uno spuntone di ferro di 10 centimetri uscito da un lampione di via Passo Sella: altri mille euro. «Ciascuno è responsabile delle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito», recitano le sentenze dei giudici di pace Anna Maria Leombruni, Ermerinda Borzillo, Maria Caprara, Anna Maria Bertucci Bellafante, Antonella Schiazza, Emilia Maria Della Fazia, Fabrizio Straccialini, Ettore Del Rosario, Gaetano Marzuoli e Martino Di Ciano. Tredici sentenze fotocopia con il Comune condannato per la mancata manutenzione. E il conto ricade su tutti i residenti di Montesilvano visto che, solo per le 13 sentenze di condanna, il Comune deve pagare già 38 mila euro di danni. E siamo solo al 27 gennaio. A pagare deve essere proprio il Comune: la franchigia con le assicurazioni prevede che i danni al di sotto dei 7.500 euro siano saldati dall’amministrazione. E i pagamenti sono stati già accordati: a dare il via libera è stato il consiglio comunale, nella seduta del 22 dicembre scorso, che ha riconosciuto la legittimità dei debiti fuori bilancio provenienti dalle sentenze. Ma le delibere raccontano anche che il Comune, in queste 13 cause, ha rinunciato a difendersi senza nemmeno presentarsi in aula: «Contumace». Una strategia difensiva che ha portato il Comune a subire le condanne senza possibilità di esporre le proprie ragioni, semmai esistessero: il Comune è stato condannato al risarcimento dei danni per la manutenzione mancata, al pagamento delle spese legali e, visto che i soldi sono arrivati tardi, anche agli interessi aumentando così i costi.

Il caso della caduta con il tandem, avvenuta in via Lussemburgo il 29 agosto del 2008, è un esempio classico che fotografa i meccanismi incrostati della pubblica amministrazione: 6 anni dopo la caduta è arrivata la sentenza di condanna per un giudizio di cui il Comune non ha mai tenuto conto. Tanto che, spiega la delibera, «il dirigente del settore amministrativo, prima di procedere alla liquidazione, richiedeva all’avvocato comunale Marina De Martiis di valutare l’opportunità per l’ente di ricorrere in appello. L’avvocato De Martiis precisava di non essere nella possibilità di esprimere un giudizio sul contenzioso e che, in grado di appello, è inibita ogni attività istruttoria non tempestivamente proposta in primo grado». Significa che non essersi presentati in causa davanti al giudice di pace ha costretto il Comune a pagare senza possibilità di fare appello.

Il pagamento dei debiti è stato votato a maggioranza dal consiglio: si sono astenuti, quasi sempre, i dissidenti del centrodestra, Anthony Aliano, Manola Musa e Deborah Comardi, l’opposizione di Lino Ruggero e Paolo Rossi e, non sempre, anche i grillini. Il M5S, infatti, ha votato a favore per un incidente sulla lungofiume con un automobilista finito «in una buca di grandi dimensioni, danneggiando alcune parti meccaniche del veicolo oltre ai pneumatici»: in consiglio è emerso che la competenza sulla lungofiume è della Provincia, anche se a pagare i danni poi è il Comune. «Dobbiamo insistere con la Provincia affinché si diano veramente una mossa per risistemare quella zona», ha detto in aula il consigliere Manuel Anelli.

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