Strade ricoperte da colate di fango

13 Marzo 2015

Il Comune chiede lo stato di calamità: «Non abbiamo più fondi»

PIANELLA. Frane e smottamenti che continuano a Pianella; scuole chiuse anche ieri per la pioggia della notte scorsa; black-out per danni alla rete elettrica; rubinetti a secco in diverse zone per i danni sull’adduttrice Tavo; Protezione civile in allerta da una settimana per intervenire. Sono le conseguenze del maltempo. I danni hanno indotto il Comune a richiedere lo stato di calamità naturale. La rete viaria locale dopo le intemperie è compromessa tra smottamenti e frane (via Santa Maria, via Rieti, via Fontanoli, via Cupello, via Morrocino, strada Santa Lucia–Castellana,via Salmacina, via San Desiderio, via Malpensa, via Vicenne Nord, via Modena, via Collalto. «Gli interventi già fatti», spiega il sindaco Sandro Marinelli, «hanno consentito il ripristino della viabilità, pur necessitando di essere completati. Permane, tuttavia, la totale interdizione di via Astignano e via San Rocco, per le quali sono necessari interventi di maggiore importanza che richiederanno tempo e risorse ulteriori. L’aspetto di maggiore gravità tuttavia, oltre al peggioramento della frana di contrada Fornace, in atto dal 2013, riguarda una nuova frana mista a scivolamento e crollo per un fronte di oltre 40 metri che ha imposto la totale e immediata interdizione alla viabilità di via Fontegallo». Dall’inizio dell’emergenza, il Comune aggiorna i cittadini sull’evoluzione degli interventi attraverso il sito Internet e Facebook. «I social network sono importanti», afferma l’assessore alla Viabilità Davide Berardinucci. «Si è trattato di una emergenza senza precedenti», aggiunge l’assessore alle Manutenzioni Romeo Aramini, «la vastità del nostro territorio e la rete di oltre 50 chilometri di strade ci ha imposto interventi immediati e gravosi, per poi passare alla fase attuale nella quale stiamo affrontando i problemi persistenti legati a frane preoccupanti che non possono essere affrontate con le nostre risorse. Da qui la necessità di richiedere lo stato di calamità».

Gabriella Di Lorito

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