Stranieri stregati dal borgo In 869 si sono trasferiti qui

Olandesi, americani, inglesi: negli ultimi anni in tanti si sono stabiliti in paese Il sindaco Perazzetti: «I vecchi casolari sono una forte attrattiva imprenditoriale»
CITTÀ SANT’ANGELO. Sono 869 i residenti provenienti dall’estero che vivono a Città Sant’Angelo. Il numero, fornito dagli uffici comunali in settimana, fotografa un quadro in cui oltre il 5 per cento della popolazione angolana (15mila abitanti) è composta da persone di altra nazionalità, arrivati in Abruzzo alla ricerca di un investimento o di un lavoro.
L’eco avuta dalla cittadina negli ultimi anni, anche grazie al risalto mediatico offerto dalla rivista Forbes, ha sicuramente aiutato un processo che però era già partito negli anni precedenti, quando i primi stranieri avevano iniziato a scoprire non solo il borgo angolano, ma anche i tanti casolari di campagna, entrati ben presto nel mirino di inglesi e russi. Sempre stando ai dati in possesso dell’amministrazione, a oggi risultano 450 residenti provenienti da paesi extra Unione Europea, mentre gli altri 419 sono comunitari.
Oltre ai già citati inglesi e russi, che vanno per la maggiore sul territorio, troviamo anche diversi olandesi, americani e anche una buona fetta in arrivo dal Marocco. In generale però sono più che altro gli abitanti dei paesi nordici a rimanere attratti dal fascino di Città Sant’Angelo, non solo in termini di residenza, ma anche per quanto concerne il discorso prettamente turistico.
«La nostra cittadina si dimostra sempre più attrattiva e capace di intercettare i flussi in arrivo dall'estero», spiega il sindaco angolano Matteo Perazzetti. «Se è vero che nel dopo Forbes c’è stato un aumento dell’interesse, è altrettanto vero che questo fenomeno si verificava anche negli anni precedenti. Da tempo, diversi stranieri hanno deciso di trasferirsi qui, attratti dalle bellezze paesaggistiche e architettoniche e ingolositi dalle possibilità di fare investimenti. Sostanzialmente ci sono due tipologie di residenti», spiega il sindaco, «quelli che vengono per cercare lavoro e gli altri che vogliono sviluppare attività imprenditoriali».
Quindi prosegue: «I vecchi casolari di campagna rappresentano senza dubbio una forte attrattiva verso chi si rivolge al mercato legato alle attività ricettive. Sicuramente il nostro territorio offre tante possibilità, sia sotto il profilo storico-culturale, ma anche come ambiente, clima e posizione. Questo rappresenta senz’altro un incentivo per chi vuole venire. Dall’altro lato ci sono ancora elementi su cui bisogna lavorare: una delle cose su cui stiamo cercando di intervenire è l’aprirsi al mercato estero. Se vai in un ristorante devi trovare il menù scritto sia in lingua italiana sia, almeno, in inglese. Servono poi più strutture ricettive, ma questo è un problema che ci portiamo dietro da tempo».
Intanto Perazzetti fa anche un punto sulla stagione turistica appena iniziata: «I visitatori ci sono stati anche l’anno scorso, ma adesso stiamo cominciando a rivedere anche quelli in arrivo dall’estero. Speriamo che questo sia il segnale della definitiva ripartenza», conclude il sindaco. E proprio per continuare ad attrarre turisti, Città Sant’Angelo ha messo in campo alcune iniziative, come l’app dedicata Cityaround utile a scoprire le bellezze del territorio e la welcome card che dà diritto a sconti e agevolazioni nelle attività convenzionate. In questo modo il comune angolano sta cercando di rialzare la china, provando a favorire le attività territoriali, duramente colpite dal Covid.
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