Stretta sui crimini online e sulle violenze di genere Le priorità del questore

Carlo Solimene, 60 anni, si presenta alla città: «Importante fare rete, proseguiremo con i controlli a tappeto in centro e nella periferia»
PESCARA. Una stretta sui nuovi reati informatici, come il cyberbullismo e la pedopornografia online. L’impegno a contrastare i fenomeni sommersi della violenza di genere e, infine, una rinnovata attenzione ai controlli su strada attraverso le operazioni ad “Alto impatto” che andranno avanti anche nei prossimi mesi. Sono queste le direttrici sulle quali sarà orientata l’azione preventiva e repressiva del nuovo questore della provincia di Pescara Carlo Solimene, 60 anni originario di Napoli, che da giovedì ha preso servizio in città.
Come si sta approcciando alla nuova esperienza da numero uno della polizia pescarese?
«Pescara è una città importante che ha sempre avuto ottimi questori, è un’avventura che mi emoziona molto e per questo ringrazio il capo della polizia che ha voluto accordarmi questa possibilità e responsabilità. Sono appassionato dell’Abruzzo, non lo dico perché sono qui oggi, ma perché ho frequentato da bambino la zona della Marsica. Arrivo qui dopo essere stato all’ufficio centrale ispettivo, alla Mobile e alla sezione antiterrorismo della Digos di Napoli, e dopo aver girato varie città come Palermo, Reggio Calabria e Roma. Cercherò di rispondere al meglio alle aspettative della comunità, sempre con onore e disciplina».
Ha già avuto modo di studiare il territorio e capire quali sono le emergenze?
«Ho cercato di documentarmi nelle ultime due settimane. Oltre ai reati classici, comuni in tutte le città, credo che bisogni prestare attenzione alle violenze e ai reati di genere, oltre al fenomeno delle baby gang. Non bisogna tralasciare poi i reati digitali che sebbene possano sembrare minori, in realtà mettono in difficoltà e creano insicurezza in un nucleo così importante come quello della provincia di Pescara. Ho a disposizione un’ottima squadra sulla quale conto molto per soddisfare le esigenze di sicurezza».
Come intende agire per contrastare il fenomeno dello spaccio?
«È un fenomeno trasversale che va attenzionato nel suo complesso. Per questo ritengo sia inutile fare differenze tra quartieri: dal punto di vista investigativo sarebbe riduttivo concentrarsi su alcune zone tralasciandone altre. Cercheremo di essere più incisivi e di andare a colpire laddove ci renderemo conto che è significativamente più importante. Per innalzare il livello di sicurezza è fondamentale fare rete con il prefetto, con il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, con la Guardia di finanza e con la polizia locale».
Continueranno le operazioni ad “Alto impatto” come è avvenuto nell’ultimo triennio?
«Ne abbiamo parlato subito dopo il mio insediamento con il vicario Sorgonà e con il capo di gabinetto. Continueremo su questa linea che è quella di coinvolgere le forze di polizia e i nuclei speciali per dare un segnale netto e chiaro alla comunità nella quale andiamo ad operare».
E sul contrasto alla violenza di genere?
«Tra le prime cose che ho chiesto è la disponibilità di una sala di ascolto in questura. E mi è stato detto che già c’è. Bisogna essere particolarmente sensibili su questi temi perché è il sistema per guadagnarci la fiducia da parte di persone che hanno già subito violenze, spesso anche in maniera reiterata. La fiducia che noi riusciamo a guadagnarci è il nostro patrimonio, quello che ci consente di stringere un rapporto fiduciario con la vittima che possiamo poi accompagnare verso momenti di maggiore sicurezza».
Pescara, essendo una città molto commerciale, è soggetta a infiltrazioni malavitose?
«Questo è un fenomeno che affligge gran parte delle città italiane, ma anche europee e di altri continenti. È chiaro che nel momento in cui gira denaro e la città è ricca e opulenta, può avere un interesse per le organizzazioni malavitose. Sarà nostro compito analizzare questi fenomeni e operare anche con le misure di prevenzione e con attività investigative mirate ove si vengano a riscontrare questo tipo di infiltrazioni».
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