Strisce blu, coro di no: così pagano malati e disoccupati

26 Marzo 2022

Contestazioni soprattutto per la zona dell’ospedale e del centro per l’impiego «Chi deve curarsi o cerca un lavoro, deve anche sborsare soldi per il posto auto»

PESCARA. Mai così vuoto, il parcheggio di via Passolanciano, di fronte alle Poste e al palazzo della Regione, con l'Ufficio scolastico provinciale, il MiBe e il Centro per l'impiego.
Ieri mattina erano ben visibili le nuove strisce blu che delimitano le decine di posti auto che dal 1° aprile diventeranno a pagamento. E tra dipendenti e utenti della zona regna il malcontento. Caute le dichiarazioni degli impiegati dei vari uffici che però non nascondono il malumore. Qualcuno, tra gli utenti, già pensa di riorganizzarsi sul trasporto con l'utilizzo di mezzi pubblici, chi lavora in zona sta ragionando su eventuali abbonamenti. Ieri c'erano gli operai al lavoro per dipingere le strisce che impediscono la sosta vicino ai marciapiedi. Due giorni fa i carroattrezzi hanno portato via le auto in sosta proprio per consentire i lavori per le nuove strisce.
Barbara D'Onofrio si occupa di formazione in un istituto privato. Dagli uffici di via Passolanciano entra ed esce spesso. «È vergognoso», si sfoga, «qui ci sono tanti uffici e c'è il Centro per l’impiego dove tante persone disoccupate, quindi in condizioni svantaggiate, vengono per trovare lavoro: ora dovranno pure pagarsi il parcheggio. È una decisione inopportuna in un momento storico in cui la gente subisce troppi rincari». Annamaria Silvestris posteggia l’auto e si guarda intorno: «In questo ufficio postale vengo ogni settimana, dovrò cercare un altro sportello, con la mia piccola pensione non arrivo. Non potevano mettere a pagamento solo una zona?». Aldo Ranieri, pensionato, parcheggia e riflette: «La prossima volta torno a piedi». «Tra poco pagheremo anche l'aria, è ingiusto» gli fa eco, sfiduciato, Tonino, pensionato di Montesilvano. Dentro l’ufficio postale le sedie sono vuote. Nessun commento dai dipendenti se non che penseranno «a un abbonamento mensile o a un maggiore uso di mezzi pubblici». Poca voglia di esprimersi anche dall'Ufficio scolastico provinciale: «Questo provvedimento creerà disagi per noi e per l'utenza», si limita a commentare un impiegato. Nessun problema per i lavoratori della Regione che dispongono di un’area riservata, nel retro del palazzo. Favorevole alle strisce blu in via Passolanciano, Laura Di Russo, dipendente regionale e ambientalista: «Vengo al lavoro in bici. Questo provvedimento favorisce il ricambio delle postazioni. C’è gente che abita in zona e lascia l’auto in sosta per giorni».
Lamentele anche da via Paolini, zona ospedale. Franco Di Tullio arriva da Piano D’Orta: «Io che ho il parcheggio sotto casa, ogni volta che vengo a Pescara impazzisco. E ora si paga pure per andare in ospedale». Assunta Rossoni, dei Colli, è con Francesco P., 16 anni: «Sono arrabbiata, se devo andare in più posti rischio di pagare anche 10 euro di parcheggio in una sola giornata».
E mentre si moltiplicano le proteste dei sindacati della sanità, arriva anche la presa di posizione della La Uil Fpl per le strisce blu di via Ostuni e per l’area dell’ospedale. «Nel primo caso», commentano i segretari Francesco Marcucci e Giuseppe Trusso, «si va a colpire sia il personale dipendente, sia l’utenza». Stessa riflessione per l’ospedale: «Ad essere colpiti sono sia gli operatori sanitari , sia l’utenza che utilizza quegli stessi parcheggi per le proprie cure o quelle dei propri cari. Riteniamo che l’amministrazione comunale debba trovare altre vie per far quadrare il bilancio. Di qui la richiesta al sindaco «di revocare l’ennesima odiosa tassa».