Stroncata da un male a 53 anni, lutto nella sanità a Pescara

14 Dicembre 2015

Chiesa dello Spirito Santo gremita per l’addio a Annarita Cherubini, moglie del dirigente medico del 118 ed esponente del Rotary Ovest. Lascia due figli

PESCARA. Lascia i figli Stefano e Lorenzo e il marito, il dottor Emanuele Cherubini, dirigente medico del 118 che però nulla ha potuto per salvare l’amatissima moglie da un male che non le ha lasciato scampo. Annarita D’Incecco aveva 53 anni e ieri per lei la chiesa dello Spirito Santo era stracolma dei tanti che l’hanno conosciuta e frequentata. Una cerimonia composta ma molto sentita e partecipata dal mondo del volontariato, dell’associazionismo e dell’ospedale dove il marito è medico dell’emergenza da tanti anni. E propro con il marito la signora Annarita faceva parte del Rotary Ovest Gabriele D’Annunzio che ieri era presente al completo in chiesa: «Era una persona buona, buona, buona», ripete affranta il presidente Elisabetta Plevano, «il figlio più piccolo ha 18 anni, è una tragedia terribile che ha lasciato sconvolti i tanti che non sapevano della gravità della malattia».

«È stata una donna molto forte, che ha affrontato tutto con grande dignità e coraggio in questi mesi», commenta addolorato Filiberto Mastrangelo, amico di famiglia e presidente dell’associazione benefica Sale che si occupa di sviluppo, ambiente, lavoro ed etica, di cui Annarita Cherubini faceva parte insieme con il consorte. «In questi mesi è stata sempre lucida», continua Mastrangelo, «ha voluto sapere tutta l’evoluzione della malattia fino agli ultimi giorni, fino a quando ha voluto tornare a casa a fianco degli affetti i più cari, il marito e i figli. La ricorderò sempre come una donna gioviale, una persona che amava la vita in tutte le sue forme, una persona molto sincera, di quelle vere, che amava i bambini e i grandi valori, come madre e come donna».

E la cerimonia di ieri, nella chiesa gremitissima, si è svolta proprio nel ricordo e nel rispetto di una donna che, come ricorda l’ex sindaco Luigi Albore Mascia presente alla cerimonia, «ha mostrato fino all’ultimo una grandissima forza e tanta voglia di vivere». Ad accogliere la bara, due ali composte dai volontari della Croce Rossa e della Misericordia, in onore al ruolo e alla storia professionale del dottor Cherubini.

Oltre a parenti e amici, una folta rappresentanza del 118, con il dottor Vincenzino Lupi in testa, il responsabile della Misericordia Berardino Fiorilli, Sospiri e i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. (s.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA