«Strozzato da interessi al 232 per cento»

30 Giugno 2015

Arrestato pensionato di Villa Raspa: ha prestato 20mila euro a un imprenditore, ha preteso la restituzione di 120mila

PESCARA. La sua azienda era in difficoltà per cui ha chiesto un prestito a un amico e si è ritrovato nel vortice senza fine dell'usura, con interessi da capogiro. I pagamenti sono andati avanti a lungo, poi l'imprenditore non ce l'ha fatta più e si è rivolto ai carabinieri, che hanno arrestato Giovanni Fusilli, 63 anni, di Bussi sul Tirino, residente a a Villa Raspa, dove ora si trova ai domiciliari. A indagare sono stati i militari dell'Arma della stazione di Pescara scalo, diretti dal maresciallo Francesco Mingolla, i quali hanno potuto contare solo parzialmente sulla collaborazione dell'imprenditore, completamente soggiogato dal punto di vista psicologico.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, nel 2007, Fusilli avrebbe prestato ventimila euro alla vittima, che aveva necessità di denaro ma non riusciva più a farsi sostenere dalle banche. In cambio, Fusilli avrebbe chiesto interessi elevatissimi, 2mila 500 euro al mese, che il beneficiario avrebbe dovuto pagare fino alla restituzione del capitale, da corrispondere in un'unica somma. Il malcapitato, evidentemente con l'acqua alla gola, ha accettato i soldi e cominciato a versare gli interessi fino a quando si è trovato davvero nei guai e ha smesso. Dopo aver subìto un furto anomalo in azienda (sono stati portati via solo titoli di credito) si è intimorito e ha ricominciato a pagare gli interessi, coinvolgendo anche sua moglie, che si è esposta con una serie di cambiali. La situazione è esplosa quando, all'inizio del 2014, la vittima ha corrisposto la somma prevista dalle cambiali ma non è riuscito a farsele restituire, per cui ha presentato una denuncia per l'appropriazione indebita dei titoli di credito. È possibile che davvero non ne potesse più del suo debito infinito, che lo aveva già portato a versare 120mila euro. In realtà, il suo atteggiamento non è stato completamente collaborativo durante le indagini, che sono partite da lì. Inizialmente non si parlava di "strozzinaggio" ma un po' alla volta sono emersi degli elementi a carico di Fusilli consentendo agli investigatori di chiudere il cerchio e al gip Maria Michela Di Fine (su richiesta del pm Barbara Del Bono) di disporre l'arresto del 63enne, accusato di usura.

I carabinieri, che parlano di interessi del 232 per cento, hanno rintracciato e sequestrato dieci conti correnti, di cui sei riconducibili direttamente a Fusilli. Nonostante il pensionato percepisca meno di 300 euro al mese, custodiva in banca 290mila euro e aveva anche due automobili, che sono state sequestrate (una Twingo e una Lancia Libra).

Gli altri quattro conti sono intestati a due persone compiacenti che, pur avendo redditi non elevati, hanno messo da parte 160mila euro. Nella perquisizione di ieri l'uomo è stato trovato in possesso di 3mila 500 euro e alcune carte di credito. Dopo l'arresto, l'appello dei carabinieri: «Se ci sono altre vittime», ha detto il comandante della compagnia di Pescara, Claudio Scarponi, devono rivolgersi a noi e fornici elementi utili. Il loro aiuto è fondamentale» e può servire a chi è finito nel tunnel dei cravattari a trovare una via di uscita.

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