«Stufi di sopportare l’incubo di non poter rientrare a casa»

15 Aprile 2017

Gli abitanti delle vie Ugo Bassi e Del Borgo: i nostri guai nascono da un fosso ostruito, ma nessuno interviene

MONTESILVANO. «È trascorso un anno e mezzo dal nostro esposto, ma finora nulla è cambiato». Sono parole pronunciate con esasperazione quelle di Gabriele Capacchione Di Giacomo, portavoce di un disagio lamentato da 45 residenti di via Ugo Bassi e via Del Borgo, alle prese con allagamenti continui. Un disagio che ha spinto in passato gli abitanti delle due traverse tra via Chiarini e via Vestina a rivolgersi spesso, ma senza successo, alle amministrazioni locali, fino a presentare un esposto alla magistratura contro il Comune di Montesilvano e la Provincia di Pescara.

All'origine dei problemi che interessano il quartiere in caso di pioggia, infatti, a detta dei residenti, ci sarebbero una serie di interventi realizzati in fase di costruzione del liceo scientifico Corradino D'Ascanio, che per questo coinvolgono non solo il Comune, ma anche l'Ente provinciale. «Nell'area dove attualmente sorge il liceo», scrivevano i residenti nella denuncia presentata un anno fa in procura, «c’era un fosso naturale che, prima della realizzazione dell’istituto scolastico, raccoglieva e faceva confluire le acque meteoriche di una parte compresa tra via Chiarini e via Vestina, consentendo ad abitazioni, fondi e fabbricati, al confine con quello che attualmente è il parcheggio della scuola, di evitare problemi di allagamento».

Gli stessi abitanti raccontano che, durante la realizzazione degli edifici di via Del Borgo, una parte del fosso è stata intubata, per essere poi completamente occlusa nel 2012 durante la realizzazione della scuola in seguito all’innalzamento del terreno per diverse decine di centimetri. Da allora, quando piove, la strada diventa una piscina che rende persino difficile entrare nelle case e che, in alcuni casi, come accade ad esempio alla famiglia Di Giacomo, provoca l'allagamento di giardino e garage, dove da tempo non può essere più custodito nulla. «Go dovuto acquistare e installare, a mie spese, due pompe da 500 euro ciascuna, per cercare di deviare il corso dell'acqua ed evitare i continui allagamenti, così come ho dotato di paratie i due cancelli, ma anche questi interventi non sono sufficienti».

All'indomani dell'esposto, ricorda Di Giacomo, un tecnico del Comune aveva fatto un sopralluogo e garantito che il problema poteva essere risolto senza grandi investimenti. «Era luglio 2016», prosegue Di Giacomo, «da allora, è trascorso quasi un anno, ma noi siamo sempre qui a sperare che ogni giorno spunti il sole e scacciare l’incubo di essere sommersi dall'acqua e dal fango che scendono dai Colli. Non ne possiamo più. Stiamo valutando di fare causa al Comune e alla Provincia e di avanzare una richiesta di risarcimento dei danni».

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