Stuppia: «Con il freddo la tregua finirà»

18 Settembre 2022

Il genetista: «Ora bisogna correre con il vaccino bivalente, è un’arma formidabile». Ieri un lieve aumento: 603 nuovi casi

PESCARA. «La pandemia ci ha offerto una sorta di tregua, che finirà con il freddo e con il possibile arrivo della variante Centaurus. Dobbiamo correre nella vaccinazione con il siero bivalente, che è un’arma formidabile».
È questo l’appello di Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio. Questo, mentre i contagi da Omicron 5 fanno già segnare un lieve rialzo, mentre l’Aquilano resta uno dei territori sotto osservazione a livello nazionale.
L’APPELLO DELL’ESPERTO
«Centaurus (la sottovariante “indiana” Omicron Ba.2.75, ndr) ancora non è arrivata in Abruzzo da quanto ci risulta. La aspettavamo nelle settimane scorse, quindi probabilmente finora Omicron 5 non gli ha lasciato spazio sul territorio», spiega Stuppia, continuando: «Temiamo ancora il suo arrivo. Da una parte perché la nuova sottovariante sembra ancora più contagiosa, dall’altra perché questo potrebbe tornare ad alzare di nuovo la mortalità sui grandi numeri, soprattutto se dovesse arrivare in concomitanza con il ritorno del freddo». Continua il genetista: «Dopo un’estate durissima con tanti morti, in questa fase viviamo un rallentamento degli indicatori perché una parte importante della popolazione si è immunizzata contagiandosi con Omicron 5. Ma questa immunità si esaurirà nelle prossime settimane. Dobbiamo sfruttare questo periodo di tregua per correre con le vaccinazioni. I nuovi sieri adattati ad Omicron rappresentano un’arma formidabile contro il virus, perché, oltre a ridurre le possibilità di incorrere in complicanze gravi, questi sono in grado anche di bloccarne la diffusione. Potrebbe rappresentare davvero la svolta nella pandemia. Ma per ora la pandemia c’è ancora e resta pericolosa: per questo mi lasciano perplesso le parole rassicuranti dell’Oms». Il riferimento è alla versione aggiornata a Omicron del vaccino Pfizer, che è già disponibile per gli over 60 e per i fragili.
CASI IN LIEVE CRESCITA
Sono 603 i nuovi positivi in Abruzzo segnalati dal bollettino regionale di ieri. Si tratta di un dato in lieve crescita: il sabato precedente, il 10 settembre, con simili condizioni statistiche, i contagi furono infatti 542.
I nuovi casi sono stati individuati attraverso 4.329 tamponi (1.315 molecolari e 3.011 antigenici): è quindi risultato positivo il 13,93% dei test. La provincia di Chieti si riprende il primo posto per numero di contagi in un giorno (160), seguita dal Pescarese con 154. Riscende l’Aquilano con 136 casi, ma resta comunque tra le province più colpite in Italia in proporzione alla popolazione: ha incidenza settimanale di 331 positivi ogni centomila abitanti, dietro solo alle province di Vicenza e di Trento. Nel Teramano sono invece 135 i nuovi contagi.
Al netto dei 663 nuovi guariti di giornata, il numero degli abruzzesi attualmente positivi riscende quindi leggermente a 27.651. Di questi, 105 sono ricoverati nei reparti ospedalieri ordinari: il dato è sceso di cinque unità. Resta fermo a tre, invece, il numero dei pazienti abruzzesi ricoverati in Terapia intensiva. Per fortuna, il bollettino di ieri non segnala altre vittime delle complicanze del Covid.