Stuppia: «Il Covid non frena e settembre andrà peggio»

L’AQUILA. «Prima aumentano i contagi, poi i ricoveri, poi i morti. La modalità finora è stata sempre la stessa. Il Covid-19, anche se dovremmo ormai parlare di Covid-22, non è una passeggiata. E a...
L’AQUILA. «Prima aumentano i contagi, poi i ricoveri, poi i morti. La modalità finora è stata sempre la stessa. Il Covid-19, anche se dovremmo ormai parlare di Covid-22, non è una passeggiata. E a chi parla di influenza chiederei una cosa banale: ma una volta ti prendevi l’influenza ad agosto?». A parlare così è il professore Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio. «Ci sono persone rimaste anche un mese a casa con la fibrosi polmonare. Ci saranno problemi quando torneremo nella stagionalità tipica e non potrà che aumentare quello che stiamo vedendo adesso». Insomma, si profila un autunno caldo.
sotto quota duemila
Sono 1.640 i nuovi casi nelle ultime 24 ore in Abruzzo. A questi vanno ad aggiungersi le 236 reinfezioni. I casi sono emersi dall’analisi di 1.760 tamponi molecolari e 6.358 test antigenici: il tasso di positività è pari al 20,2%. In calo i ricoveri. Cinque i decessi recenti (di età compresa tra i 71 e i 100 anni). Il bilancio delle vittime sale a 3.550. Oltre 7mila i guariti delle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi sono 43.153 (-5.626): 281 pazienti (-8) sono ricoverati in in area medica e 10 (invariato) sono in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 465.384 (+7.260, per riallineamento). Il totale dei casi sale a 512.087: 104.163 in provincia dell’Aquila (+302), 146.757 in provincia di Chieti (+374), 118.747 in provincia di Pescara (+398), 123.894 in provincia di Teramo (+438) e 10.895 fuori regione (+42), mentre per 7.631 (+85) sono in corso verifiche sulla provenienza. Tra le città, primeggia Pescara con 113 nuovi casi. Seguono Teramo (74), L’Aquila e Montesilvano (65), Chieti (63), Lanciano (46).
NUOVA VARIANTE E ALTRI SCENARI
Secondo il genetista siamo di fronte a uno scenario «totalmente diverso dagli altri anni. Di questi tempi avevamo quasi zero casi e zero morti e abbiamo avuto poi, ogni volta, una ripresa forte dopo Ferragosto quando rientravano le persone dalle ferie, penso ai ragazzi dalla Croazia o altri posti dove c’erano meno controlli. Stavolta abbiamo un numero enormemente più elevato di casi rispetto agli ultimi due anni. Non partiamo da una situazione di scomparsa del virus. Non abbiamo bisogno di importare casi da fuori perché ce li abbiamo già. E due anni fa», ammonisce il professore, «avevamo anche delle regole totalmente condivisibili e che non ci hanno impedito di fare estati serene: nei negozi e al supermercato la mascherina la portavano praticamente tutti. Già adesso partiamo da una base molto alta di positività, con percentuali che non vedevamo da due anni e mezzo. In linea di massima non dovrebbe esserci l’impennata dopo Ferragosto. Ma a settembre, con la riapertura delle scuole e la nuova variante – la BA.2.75 Centaurus con un unico caso finora individuato in Italia – e di cui dovremo accertare il grado di infettività, potremmo avere un ritardo nel rialzo dei casi: così l’autunno sarà un punto interrogativo».
vaccini e prevenzione
«Il vaccino contro il ceppo di Wuhan», prosegue Stuppia, «ha funzionato bene con Delta, meno con Omicron: le persone continuano a reinfettarsi anche due mesi dopo la guarigione. Però io ho una grossa aspettativa, che arrivino i vaccini mirati contro Omicron in autunno. Le altre difese? Il sistema politico sta bellamente ragionando sulle elezioni e nessuno si pone il problema di cosa possa succedere in autunno: vedo una totale mancanza di attenzione, come se il problema non ci fosse. Il vero motivo per cui stiamo così è che a un certo punto si è deciso di smettere con ogni forma di controllo, e di farlo durante Omicron 5. Del resto, sarebbero misure impopolari. Immaginiamo per un attimo se uno dei leader candidati dicesse: “rimettiamo la mascherina al chiuso”. Avrebbe già perso in partenza le elezioni. Infine, il sottobosco dei tamponi fai-da-te. Da una parte il tracciamento ordinario, dall’altra un sommerso spaventoso».
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