Stuppia: l’università si può ampliare anche senza caserma

Il rettore frena sull’acquisizione dell’edificio dei vigili del fuoco «Bisogna partire da quello che l’ateneo può fare in autonomia»
PESCARA. Ampliare il polo universitario nei terreni di proprietà dell’ateneo, a ridosso del nuovo corridoio verde, tra viale Pindaro e il tribunale, è al momento il progetto concreto e da realizzare. A precisarlo è il rettore dell’università d’Annunzio Liborio Stuppia. Secondo il rettore, è necessario partire dagli interventi da poter effettuare in maniera autonoma. In particolare, sarà realizzato il politecnico con aule e laboratori e la biblioteca provvisoria, da riadattare in un edificio esistente. I chiarimenti arrivano dopo i recenti dibattiti sulla realizzazione di un vero e proprio campus, valutando la possibilità di acquisire l’attuale caserma dei vigili del fuoco su viale Pindaro, inserita nel piano delle alienazioni della Provincia. Un’idea lanciata dal consigliere comunale Carlo Costantini, candidato sindaco della larga coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative, che esclude lo spostamento di una parte dell’università all’ex Cofa, previsto dalla giunta Masci. In particolare, tramite un accordo stipulato con l’ex rettore Sergio Caputi, il Comune ha pensato di realizzare il Centro di ricerca per le attività marine dell’università nell’area a Sud di Pescara, adiacente al porto turistico. Un progetto per cui lo scorso anno era stato prima approvato e poi bloccato dal governo il finanziamento pari a 18 milioni di euro da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. Al momento si attende un possibile sblocco dei fondi, fa sapere Stuppia, che ribadisce: «Attenzione, qui non si tratta di sostenere un progetto piuttosto che altri, ma di partire da quello che l’ateneo può effettivamente portare avanti in maniera autonoma e per cui vi sono già delle risorse disponibili. Si comincia dunque con il potenziamento del polo nella zona di viale Pindaro, lì dove vi sono le aree di proprietà dell’ateneo». Per quanto riguarda l’ipotesi relativa all’acquisizione della caserma, da inserire nell’ambito universitario, secondo il rettore, «bisognerebbe includere nel discorso anche altri interlocutori, come la Regione e l’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari), anche perché in quello spazio potrebbero essere realizzati alloggi per gli studenti». Sul progetto relativo alla realizzazione del centro di ricerca per le attività marine, invece, bisogna comunque attendere lo sblocco dei finanziamenti.

