«Subiamo danni indiretti»

Il sindaco di Roccaraso contro il prelato: terrorismo mediatico
PESCARA. Terrorismo mediatico. Informazioni generalizzate. Allarmismo. E speculazioni sulle disgrazie altrui. Il sindaco di Roccaraso è su tutte le furie. Lui, uomo di neve (maestro di sci) e di solidarietà – è spesso sceso in campo al fianco dei soccorritori – fa fatica a mantenere l’equilibrio di un rappresentante delle istitituzioni quando sente qualcuno dire in tv: “l’Abruzzo è alle prese con le sue emergenze. Venite a trascorrere le vacanze al Nord”. Il riferimento è all’ospite di l’altro ieri alla “Vita in diretta” su Rai Due. E lui, Francesco Di Donato ha inviato una mail di protesta al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, Roberto Fico, e al direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto affinché siano evitati giudizi sommari che creano enormi danni economici agli operatori del turismo. Una prima risposta c’è stata: questa pomeriggio durante la trasmissione “La Vita in diretta” ci sarà un collegamento tv con Roccaraso.
Sindaco, soddisfatto?
«Macché, mi sembra il minimo. Il danno è stato fatto. Però, prima di tutto ci tengo a sottolineare una cosa».
Che cosa?
«Che noi tutti, l’amministrazione comunale di Roccaraso e i cittadini, esprimiamo il più profondo cordoglio per le vittime di Rigopiano e abbiamo il massimo rispetto verso le loro famiglie e tutti coloro che sono stati colpiti dal maltempo. Storie terribili sulle quali però...».
Però?
«Bisogna fare una distinzione perché facendo passare notizie non vere si sta creando un ulteriore danno d'immagine. Ci sono realtà come Roccaraso e tutto l’Alto Sangro che sono perfettamente attrezzate e non sono mai andate in difficoltà. Noi qui ad esempio abbiamo oltre 15 mezzi di intervento, e le strade sono pulite dalla neve. Siamo anche andati in aiuto di altri enti provinciali e di privati. Il Soccorso alpino della Finanza che ha sede qui è stato fra i primi ad arrivare a Rigopiano. L’intero sistema ha una capacità di soccorso molto, molto elevata. Quindi il discorso sicurezza è ampiamente garantito».
Avete anche le famose turbine?
«E certo, abbiamo una grande turbina e due piccole. Oltre a quattro bob cat, due spazzaneve e una grande ruspa. E poi i camion dove caricare la neve per 50 km di strada».
Eppure c’è stata la polemica della strada chiusa per neve...
«Sì, la Statale 17. Ma che colpa ho io se esistono altri Enti che invece di intervenire e risolvere pensano di chiudere le strade?
Sindaco, come dice lei occorre dare un’informazione giusta. Quindi passiamo agli impianti sci: come funziona il servizio di allerta slavine sulle piste?
«È tutto monitorato in tempo reale, c’è un esperto valangologo che ci tiene al corrente della situazione ora dopo ora. Abbiamo un Centro ex forestale che ci dà indicazioni sui livelli di pericolosità. Ma in sè per sè la conformazione della nostra montagna non dà questi pericoli. Solo nel caso di qualche fuoripista può esserci qualche rischio. Per il resto qui è tutto normale. La macchina organizzativa non si è mai bloccata, l’accessibilità agli impianti è stata sempre garantita».
I turisti vi telefonano per disdire le prenotazioni?
«Purtroppo le disdette stanno arrivando in tutto l'Alto Sangro».
Ha già qualche numero?
« Rischiamo di avere non dico gli alberghi vuoti, ma poche presenze anche su febbraio. E questo, lo ripeto, a causa del terrorismo mediatico fatto dai media nazionali che generalizzano l'Abruzzo. E che va a penalizzare le località abruzzesi che non c'entrano niente col terremoto e le slavine».
Prende le distanze?
«No, non voglio. Rigopiano, Campo Felice le ho nel cuore. E porto rispetto. Ma è giusto non generalizzare. Noi subiamo un danno indiretto perché sta passando un messaggio nazionale di un territorio complessivo che è in difficoltà. Quando invece non è così».
Che cosa suggerisce di fare?
«Sono vicino alla Regione perché il momento è drammatico e conosco le difficoltà nel gestire una tensione sociale molto alta. Dobbiamo cercare di far passare il messaggio della verità, mostrare quanto è distante dalla realtà ciò che viene detto».
Una campagna d'informazione nazionale. E una politica dei prezzi?
«Sì, anche. Una politica di promozione andrà trovata per forze di cose».

