Subito la perizia psichiatrica Il legale: ha bisogno di cure

L’avvocato Paolini: «Forse non si è ancora reso conto di quello che è successo» Per la sorella l’iniziale depressione sarebbe degenerata nell’ultima settimana
PESCARA. Tredici gatti in casa e un pitbull. La madre gravemente malata, il fratello maggiore disoccupato con problemi di salute e lui, Sandro Buoiocchi, con i suoi contratti a termine da banconista in un supermercato, prima a Montesilvano e poi a Francavilla, unico sostegno materiale e morale di quella famiglia.
Per cinque anni, racconta chi lo conosce, ha vissuto in simbiosi con la madre senza concedersi neanche una vacanza. Per assistere lei, che aveva smesso di essere il punto di riferimento di sempre dal 2011, Buoiocchi stava usufruendo dei permessi concessi dalla legge 104. Ma stavano finendo e a gennaio avrebbe dovuto riprendere il lavoro. E avrebbe dovuto ridurre il tempo per accudire la madre. Potrebbe essere questo, anche, uno dei motivi che hanno contribuito ad esasperare il suo senso di frustrazione.
«Prima che un caso giudiziario è un caso umano», dice il suo difensore, l’avvocato Pasqualino Paolini che sottolinea: «Adesso si tratta prima di tutto di assicurare a questa persona la possibilità di curarsi. Perché la vera anomalia, in tutto questo, è che nessuno sapeva il dramma di questa famiglia». Un dramma che il legale sta ricostruendo in questi giorni ascoltando i parenti e gli amici più vicini a Sandro Buoiocchi, persone che del 51enne hanno raccontato l’infinito affetto nei confronti della madre e la sua bontà. Qualità messe a dura prova, fino a essere minate, dalle condizioni oggettivamente pesanti in cui viveva nell’appartamento al terzo piano della palazzina del lungomare Colombo. Tanto che, dopo un’iniziale depressione diagnosticata dal suo medico curante che qualche tempo fa gli aveva prescritto una cura blanda per sostenerlo, la situazione sarebbe precipitata nell’ultima settimana. Almeno stando ai «comportamenti deliranti», riferiti dalla sorella. Per questo adesso la palla passa ai medici, per primi quelli del reparto di Psichiatria dove Buoiocchi è ricoverato e dove dovrebbe rimanere per almeno 15 giorni. Il tempo di disintossicarlo dai farmaci ingeriti e per rimetterlo a regime. «Gli psichiatri», sottolinea il suo avvocato, «dovranno accertare prima di tutto il grado di consapevolezza e la sua capacità volitiva, cosa difficile da fare in questo momento considerando le dosi massicce di medicinali assunti».
Stando a quando disposto dal gip, una volta dimesso dall’ospedale, dov’è quotidianamente piantonato dai carabinieri, Sandro Buoiocchi dovrà essere trasferito in carcere. Ma è proprio questo passaggio che il difensore spera di evitare. «È una persona che va aiutata, siamo già in contatto con delle strutture per valutare, una volta cessata l’urgenza dell’ospedale, la possibilità di ricoverarlo in posti diversi dal carcere». Per ora Sandro parla con voce flebile, riconosce, «ma forse», sottolinea il legale, «non si è ancora reso conto di quello che è successo».(s.d.l.)
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