«Subito le verifiche di sicurezza in tutti gli alloggi dei migranti»

8 Marzo 2017

Carlo Ariosto, ex amministratore del condominio di via Isonzo, pronto a presentare denunce se la Asl non eseguirà i controlli igienico-sanitari. Cinque bombole del gas lasciate vicino ai cassonetti

MONTESILVANO. Terminata la fase dell'emergenza, del dolore, dello sconcerto e dei disagi, è arrivato il momento della paura in via Isonzo. Un sentimento che negli ultimi giorni ha accompagnato ogni istante gli inquilini del palazzo di otto piani, circa 100 dislocati in 42 appartamenti, che domenica mattina hanno visto le fiamme inghiottire l'alloggio al 6° piano e provocare la morte di un uomo volato giù dalla finestra.

Paura che possa accadere di nuovo, paura che il fuoco possa avere conseguenze ancora più disastrose, paura che le bombole del gas possano esplodere. Un sentimento comprensibile che però rischia di trasformarsi in sospetto, emarginazione, razzismo nei confronti degli extracomunitari che abitano nell’edificio e che, per molti, mettono a rischio l'incolumità di tutti i residenti a causa delle condizioni in cui tengono i propri appartamenti. A farsi portavoce di questa paura è Carlo Ariosto, l'inquilino che nel 2013 e 2014 ha amministrato il condominio insieme alla sorella Stefania, prima della nomina di un amministratore giudiziario, Carlo Di Blasio. «Sono pronto a presentare una denuncia», annuncia Ariosto, «per sollecitare l'intervento della Asl. È necessario ispezionare ogni appartamento, controllare la presenza di bombole del gas, di impianti non a norma, verificare le condizioni igienico-sanitarie e mettere fine al degrado. Seppure la situazione sia decisamente migliorata negli ultimi anni, ci sono ancora troppe criticità che mettono a rischio la vita di tutti». A cominciare proprio dalle bombole del gas che, come evidenzia Ariosto, sono all'ordine del giorno nel palazzo. «Ieri mattina, proprio vicino ai cassonetti, sotto al nostro palazzo, ne sono state abbandonate cinque. Non si parla qui di quelle trovate nell'appartamento bruciato, che sono state sequestrate. Evidentemente qualcuno ha avuto paura, o si è sentito in colpa, e ha deciso di disfarsene» è la tesi di Ariosto. «Ho segnalato il caso alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, ora è necessario verificare cosa c’è negli appartamenti». Secondo l'ex amministratore, è necessaria un'azione di sensibilizzazione per convincere i proprietari di casa o gli inquilini ad assumere atteggiamenti che non mettano a rischio l'incolumità dei residenti. «Fino a settembre, quell'appartamento andato in fumo era abitato da 11-12 persone», prosegue Ariosto, «così come accade soprattutto d'estate in altri appartamenti. C'è poi il problema della fornacella: non è possibile che venga utilizzata in casa. Già quattro mesi fa, in una casa del 1° piano, è stata accesa la brace con la diavolina e il fumo ha avvolto le scale. Ho chiamato i vigili del fuoco e gli occupanti dell’abitazione, che rischiavano di rimanere intossicati. Si sono addirittura arrabbiati con me». Ariosto critica l'attuale amministratore. «Ha annunciato un'assemblea straordinaria», spiega, «ma dovrebbe avere la decenza di dimettersi visto che negli ultimi anni non ha mosso un dito».

Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri di Montesilvano, coordinati dal comandante Vincenzo Falce, sulle cause dell'incendio. Sono attesi per le prossime ore gli esiti sugli accertamenti eseguiti all'interno dell'appartamento distrutto dalle fiamme. Quanto alle verifiche sulle possibili criticità presenti negli altri alloggi, invece, la competenza spetta alla Asl e alla polizia municipale.

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